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Riforma Lavoro 2014, Decreto Governo Renzi: novità e misure ufficiali approvate e votate al Senato. Cosa cambia

Ieri voto di fiducia sul Jobs Act: le misure previste e le novità sul lavoro. Fiducia del premier Renzi. Cosa cambierà per il lavoro in Italia?




Fiducia incassata ieri, mercoledì 8 ottobre, il voto di fiducia sul Jobs Act. Il premier Renzi ha detto: “Siamo assolutamente disponibili alle opinioni di chiunque, l'importante è che si vada avanti. Miglioriamo se c'è da migliorare ma il Paese deve cambiare e non ci faremo bloccare da veti o opinioni negative”. Si arriverà davvero all’abolizione dell’art.18? La riforma del Lavoro Renzi parte proprio dalla discussione dell’abolizione dell'art.18, lo Statuto dei lavoratori che tutela coloro che vengono licenziati non ‘per giusta causa’, prevedendone l’eventuale reintegro.

Nel Jobs Act, invece, dovrebbe essere cancellata questa norma e per tutti i neoassunti le tutele dovranno essere crescenti e sulla base dell'anzianità di servizio e, punto più controverso della riforma del lavoro, il reintegro non ci sarà più o sarà disincentivato, rendendo sempre più difficile il ricorso giudiziario. Il lavoratore che sarà licenziato, per qualsiasi motivo, non sarà più, dunque, reintegrato ma riceverà un indennizzo in denaro. Sono molti i contrati all’abolizione dell’art.18, timorosi del fatto che si possano rendere più facili i licenziamenti in un paese in cui il lavoro già non c'è, e basta vedere l’alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, per capire la gravità della situazione.

Insieme all’abolizione dell’art.18 si voterà su semplificazione delle forme contrattuali, che dovrebbero diventare non più di 4 o 5; su nuovi ammortizzatori sociali legati alla propria anzianità contributiva e non più al lavoro svolto, con forme di reintegro; estensione dell'indennità di maternità, se le aziende non versano i contributi; introduzione di una tax credit per sostenere le assunzioni delle donne.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il