BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: decisioni si prendono in questi giorni e proposte e promesse sembrano dimenticate

Tutto continua a tacere su possibili modifiche per riforma pensioni in prossima Legge di Stabilità: altri interventi al vaglio ma nulla per la previdenza





Non è previsto alcun intervento nella prossima Legge di stabilità per chiudere la partita sui pensionamenti dei Quota 96, nessun accenno, al momento, nemmeno su quegli interventi sulla riforma pensioni Fornero tanto discussi finora, e il silenzio del ministro Poletti fa effettivamente ‘temere’ che gli auspici di cambiamenti siano prossimi a svanire. Si avvicina la presentazione della Legge di stabilità si parla di Tfr in busta paga, di sgravi fiscali per imprese, di interventi per detrazioni famiglie, di bonus per opere di ristrutturazione di casa, ma nulla sul sistema previdenziale e sulla necessità di quella ormai famosa uscita anticipata tanto richieste.

E solo fino a qualche giorno fa era stato proprio il ministro Poletti a presentare una nuova proposta, quella di cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni, in via sperimentale fino al 2017, che avrebbe dovuto affiancarsi a quelle di modificare l’attuale riforma pensioni rendendo più flessibile l’uscita dal lavoro. Il silenzio di Poletti è accompagnato anche da quello di Cesare Damiano e del sottosegretario Baretta, che si sono ‘battuti’ sempre per ribadire la necessità di interventi sulla previdenza.

E nemmeno il viceministro all’Economia Morando illustrando le possibili novità della Legge di Stabilità non ha parlato di pensioni: “Con la legge di Stabilità si farà un intervento di circa 15 miliardi per il rilancio dell’economia e che ci sarà spazio anche per confermare gli sgravi Irpef per le ristrutturazioni e il cosiddetto ecobonus, una misura che sta funzionando bene e che sta aiutando il comparto dell’edilizia drammaticamente sofferente per la crisi. Una manovra lorda che ammonterà complessivamente a circa 20 miliardi”.

A questo punto una proposta valida rimane la conferma del sistema contributivo donna già esistente, che dovrebbe essere solo prorogato, con l’auspicio che possa essere esteso anche agli uomini, nonostante tutte le altre proposte siano a costo zero e possano portare risultati importanti in termini di costi minori del  debito pubblico nel lungo periodo.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il