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Pensioni, riforma Lavoro, quota 96, blocco stipendi, legge stabilità: novità oggi e appuntamenti prossimi Governo Renzi

I prossimi appuntamenti del governo Renzi e priorità di interventi: come saranno impiegate le risorse finanziarie recuperate?




Sono tante e diverse le novità che attendono nei prossimi giorni il governo Renzi: si delinea la riforma del Lavoro, si definiscono gli interventi della prossima Legge di stabilità, che dovrà essere presentata il 15 ottobre, e si attendono imminenti interventi e notizie sulle eventuali modifiche alla riforma pensioni, così come richiesto da tante forze sociali e politiche. E al momento, come annunciato dallo stesso ministro dell’Istruzione Giannini che solo un mese fa aveva assicurato soluzioni, non sono previsti prossimi provvedimenti per risolvere il caso dei Quota 96 della scuola.

Nulla, dunque, ancora per il pensionamento di quelle 4mila persone, tra docenti e personale Ata, che attendono la pensione da quasi tre anni, pur avendo maturato i requisiti pensionistici più di due anni fa. Si tratta di un ‘caso sociale’ nato a causa di errore della legge Fornero ma che ancora non si riesce a chiudere definitivamente. Esattamente come non si riesce a trovare una soluzione strutturale definitiva alla questione esodati, nonostante l’approvazione della sesta salvaguardia per nuovi esodati, che ha ottenuto il via libera solo la scorsa settimana.

Mancano le risorse, dice il governo, eppure nuove risorse, derivanti dal Def e dallo spostamento del pareggio di bilancio al 2017 ci sarebbero. Ma dovrebbero essere impiegate per interventi del welfare, come per rifinanziare gli ammortizzatori sociali, mentre parte dei fondi sarà utilizzato per evitare il blocco degli stipendi, annunciati dal ministro Madia per il 2015, ma solo per militari e forze dell’ordine.

Il governo lavora alla riforma del Lavoro e al Jobs act ma per il resto sembra che tutto sia inserito in un quadro di scelte politiche decisamente molto strette. E’ vero che, per esempio, il caso dei Quota 096 è diventata una vera e propria urgenza sociale, una situazione paradossale per chi potrebbe essere in pensione da due anni ormai invece continua a lavorare, eppure si preferisce utilizzare le ‘poche’ risorse disponibili per altri interventi che contribuirebbero certamente a placare situazioni che potrebbero trasformarsi in altrettante emergenze.

Ma, in un contesto di così grande difficoltà economica e sociale, come quello che l’Italia sta attraversando come si possono definire lucidamente le priorità di interventi da stabilire quando ogni situazione di per sé rappresenta un’urgenza da risolvere? E come è possibile che situazioni come quelle dei quota 96, che subiscono una grave ingiustizia, e quella previdenziale, decisamente allarmante dopo gli ultimi dati resi noti, restino intoccate?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il