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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: smentite e conferme per Legge Stabilità e Manovra Finanziaria

Interventi previsti nella prossima Legge di Stabilità ma tutto tace sulle pensioni: cosa potrebbe esserci alla fine e speranze di ulteriori cambiamenti futuri




Mancano pochi giorni alla presentazione della Legge di Stabilità che conterrà interventi diversi ambiti, tra cui conferma del bonus di 80 euro in busta paga per i dipendenti pubblici, sblocco degli stipendi delle forze dell’ordine a partire da gennaio 2015, proroga degli ecobonus al 65% anche per il 2015, finanziamento di nuovi ammortizzatori sociali per 1,5 miliardi, stabilizzazione di parte dei precari della scuola per 1,5 miliardi, e possibile introduzione del Tfr in busta paga, misura che sta suscitando non poche discussione e polemiche e solo il 15, con la presentazione della Legge di Stabilità 2015m si saprà cosa farà davvero il governo Renzi.  

Smentito, invece, un ulteriore aumento Iva così come provvedimenti per i pensionandi di Quota 96 della scuola. E potrebbero saltare anche interventi sulla riforma pensioni Fornero. E’ vero che ci sarebbero i nuovi fondi recuperati da utilizzare, ma sembra debbano essere destinati ad altri impieghi del welfare, tra ammortizzatori sociali e scuola, per cui non resterebbe nulla da ‘investire’ nella previdenze, nonostante vi siano soluzioni a costo zero per assicurare ai lavoratori quell’uscita anticipata tanto richiesta.

Sarebbero i meccanismi di estensione del sistema contributivo a tutti, uomini e donne, dipendenti e autonomi; uscita a 62 anni con 35 anni di contributi; introduzione del prestito pensionistico, tutte misure che per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto agli attuali richiesti, richiedono comunque penalizzazioni, quindi non avrebbero bisogno di ulteriori risorse da impiegare.

Eppure tutte le speranze di una riforma pensioni Renzi improntata sulla flessibilità sembrano svanire e il silenzio di questi ultimi giorni dei principali fautori di interventi, dal ministro del Lavoro Poletti, a Cesare Damiano, al sottosegretario Baretta, così come di Brunetta e Sacconi, che hanno spesso ribadito al governo la necessità di intervenire sulle pensioni, fanno crescere i timori sul fatto che non ci sarà nulla nella prossima Leggge di Stabilità che soddisfi le richieste finora pervenute.

E nemmeno il premier Renzi si pronuncia in merito. Sembrano, dunque, al momento smentiti quegli interventi sulla flessibilità annunciati solo qualche tempo fa anche dallo stesso ministro Poletti, che la scorsa settimana aveva presentato un’ulteriore proposta per cancellare le penalizzazioni previste per chi decidesse di andare in pensione prima dei 62 anni.

La speranza a questo punto è che ci si muova all'interno tra maggioranza e minoranza per chiedere con forza cambiamenti, almeno quelli promessi, che porterebbero anche benefici per tutti, sia per i giovani in cerca di occupazione, sia una rilancio economia, se si mettesse in atto l’aumento delle pensioni minime o fosse istituita una no tax area.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il