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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità da quota 96 negative. E sono esemplari per tutti

Risolvere la questione dei Quota 96 della scuola significherebbe intervenire con un primo reale intervento sulla riforma pensioni Fornero: cosa cambierà?




Sembrava fatta, sembrava che con l’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione si potesse finalmente mettere un punto ad una delle questioni cruciali diventate emergenze sociali con l’avvento della riforma pensioni Fornero. E invece per i Quota 96 della scuola, lo scorso mese di agosto, dopo oltre due anni di attesa di congedo, l’ennesima delusione: è stata, infatti, cancellata dalla riforma della Pubblica Amministrazione la norma che avrebbe consentito il pensionamento dei 4mila lavoratori della scuola entro lo scorso mese di settembre, cancellazione avvenuta, come spesso ribadito dalla Ragioneria di Stato, a causa della mancanza di risorse finanziarie.

Tutto è stato rimandato a questi mesi in cui, dopo annunci e promesse, non è ancora arrivato nulla. E nulla dovrebbe arrivare con la prossima Legge di Stabilità, che sarà presentata il 15 ottobre. Siamo ormai quasi in dirittura d’arrivo ma proprio due giorni fa il ministro dell’Istruzione Giannini ha annunciato che la nuova Legge non conterrà alcun provvedimento dei pensionandi della scuola.

E si tratta di un’ingiustizia che continua, dunque, ad essere perpetrata, nonostante, come detto dal premier Renzi stesso, siano state reperite nuove risorse, derivanti sia da Def che dallo spostamento del pareggio di bilancio al 2017.

Eppure questi fondi non saranno utilizzati per mandare in pensioni i 4mila docenti e lavoratori Ata. Le speranze che si pensi a qualcosa, però, non svaniscono, anche perché chiudere la partita sui Quota 96 della scuola significherebbe dare un ottimo segnale per le pensioni in generale, considerando che una soluzione per i pensionandi della scuola rappresenterebbe la prima vera correzione alla legge Fornero, considerando che la situazione in cui si ritrovano gli insegnanti dipende proprio da uno sbaglio della riforma entrata in vigore nel 2012.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il