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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: novità questa settimana tra indicazioni positive e negative, conferme e smentite

Possibili novità pensioni e cosa potrebbe accadere con presentazione nuova Legge di Stabilità? Nulla al momento ma servono interventi concreti




E’ stato confermato per la prossima primavera il referendum di abrogazione della riforma pensioni Fornero proposto da Matteo Salvini della Lega Nord e c’è chi, in vista di questa novità, auspica interventi immediati da parte del governo. Il rischio, infatti, è quello di cancellare una legge che comunque promette risparmi per ben 80 miliardi di euro quando invece si potrebbe mantenere la possibilità di accumulare queste risorse, che in un periodo di crisi come quello che l’Italia sta attraversando farebbero decisamente comodo, prevedendo però modifiche che soddisfino le richieste di rendere il sistema pensionistico più flessibile per quanto riguarda le uscire dal lavoro.

E su quest’ultimo punto sembrano tutti d’accordo, forze politiche e forze sociali, anche se, proprio in vista della presentazione della nuova Legge di stabilità, ultima possibilità di intervento, tutto tace. Silenzio da premier Renzi e ministro dell’Economia Padoan, e silenzio anche da coloro che da sempre discutono e avanzano proposte proprio pensate per modificare l’attuale riforma pensioni, dal ministro del Lavoro Poletti a Cesare Damiano.

Eppure gli eventuali fondi di intervento di sarebbero, viste le nuove risorse disponibili, derivanti da Def e spostamento del pareggio di bilancio al 2017, ma, secondo quanto annunciato, si tratta di soldi che dovrebbero essere impiegati per interventi sul welfare. Considerando, però, che diventa sempre più urgente attuare modifiche che cambiano età e requisiti di pensionamento, visto il loro progressivo irrigidimento previsto dalle norme Fornero nei mesi e negli anni, si potrebbe pensare a mettere in atto quei piani di uscita anticipata (prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, uscita a 62 con 35 anni di contributi e penalizzazioni) che sarebbero a costo zero.

Basterebbe, dunque, seguire gli esempi di Germania e Francia, dove sono stati, rispettivamente, abbassati i requisiti di accesso alla pensioni e aumentati gli assegni pensionistici minimi (40 euro in più annunciati dal premier Valls per chi percepisce una pensione mensile al massimo di 1.200 euro). Ma tutto dipende dalla volontà politica di intervento sulla questione previdenziale. Anche i sindacati chiedono un aumento delle pensioni, con lo stesso bonus degli 80 euro già in busta paga o altri bonus. Ma tra eventuali aumenti o proposte di uscita anticipata, è necessario intervenire in questo momento per rendere concrete proposte che potrebbero portare comunque benefici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il