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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma, no tasse prelievo contributivo per evitare modifiche. Non una vittoria, ma errore

Servono interventi necessari di modifica alla riforma pensioni Fornero se non si vuol peggiorare la situazione: cosa potrebbe essere cambiato?




L’attesa era tanta ma probabilmente  nella prossima Legge di Stabilità non vi sarà alcun intervento sulla riforma pensioni. E, per molti, questa mancanza rappresenterebbe un errore gravissimo. Perchè serve cambiare il sistema pensionistico attuale, serve pensare a piani di uscita anticipata, serve aumentare le pensioni minime per rilanciare consumi ed economia e contenere la spesa pensionistica, troppo alta in Italia. E potrebbe servire anche introdurre quel contributo di solidarietà che, attraverso l’applicazione di un prelievo sulle pensioni più alte, contribuirebbe ad accumulare risparmi che potrebbero essere utilizzati per altri interventi sempre nella previdenza.

Ma il governo, come del resto aveva già detto il ministro dell’Economia Padoan, potrebbe decidere di non toccare la riforma Fornero e di lasciare tutto così, come è, senza, dunque, modificare tasse, senza rivedere baby pensioni, pensioni integrative, di invalidità e reversibilità, senza far entrare in vigore il contributo di solidarietà. Ma agire in questo senso sarebbe uno sbaglio, per la riforma pensioni deve essere modificata, non fosse altro che per il fatto che contiene diversi errori, i noti esodati e Quota 96, e che questi errori potrebbero ancor di più aumentare con le nuove regole e l’irrigidimento automatico dei requisiti pensionistici attuali.

Secondo la legge Fornero infatti man mano che il tempo passa sale ancora l’età pensionabile per uscire dal lavoro, il che significa che si arriverà anche a 70 anni per andare in pensione. E allora, perchè non intervenire utilizzando i nuovi fondi disponibili magari per consentire l’uscita anticipata a categorie di lavoratori penalizzati molto dall’attuale legge, come i precoci e gli usuranti?

Senza considerare che con l’aumento dell’età pensionabile si ridurrebbero anche le possibilità, già minime attualmente, di turn over, e dunque di occupazione per i giovani in cerca di lavoro. E sarà, di conseguenza, sempre più difficile riuscire a ridurre quel tasso di disoccupazione sconsiderato che oggi regna nella nostra Italia, diventando sempre più allarmante.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il