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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma, novitą nulle o quasi nč positive nč negative. Sarebbe uno sbaglio

Quali interventi sulla riforma pensioni potrebbero cambiare in positivo il sistema previdenziale attuale? Situazioni e scenari




Rilanciare consumi ed economia, contenere le spese, ridurre il tasso di disoccupazione in Italia: si tratta di obiettivi tutti, incredibilmente, raggiungibili se si intervenisse sulla riforma pensioni con gli interventi discussi in questi mesi, vale a dire piani di uscita anticipata, che permetterebbero possibilità di uscita dal lavoro prima dei 66 anni e quel meccanismo di staffetta generazionale con l’impiego di nuovi giovani in cerca di lavoro al posto dei lavoratori più anziani; con quell’aumento delle pensioni minime che metterebbe maggiori risorse a disposizione dei pensionati, che potrebbero di conseguenza spendere di più, sostenendo i consumi, appunto; con altri bonus o l’introduzione del prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro, per avere maggiori risparmi da ‘investire’ in altri interventi per le pensioni.

Piuttosto roseo, dunque, il quadro che deriverebbe se la prossima Legge di Stabilità contenesse questi cambiamenti per la riforma pensioni, ma in realtà, probabilmente, nulla di tutto ciò sarà fatto. Del resto, già qualche tempo fa, il ministro dell’Economia Padoan aveva annunciato che il governo non sarebbe intervenuto sulla riforma Fornero, lasciando tutto esattamente come previsto.

E, contrariamente a quanto detto dal premier Renzi, non si dovrebbe intervenire nemmeno su pensioni integrative, baby pensioni, pensioni di invalidità e reversibilità. Ma lasciare tutto così com’è sarebbe un errore, perché i soldi non basterebbero a contenere la spesa pensionistica, già troppo alta, dei prossimi anni quando, con l’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita Istat, saliranno gli anni in cui si potrà accedere alla pensione e si creeranno meno possibilità di turn over fra lavoratori più anziani e lavoratori più giovani, si contrarranno dunque, di conseguenza, le possibilità di far diminuire quel tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, oggi alle stelle in Italia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il