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Pensioni anzianitą e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novitą nč positive nč negative. Nessun intervento, sarebbe grave errore

In dubbio gli interventi per modificare la riforma pensioni attuale in nuova Legge di Stabilitą: i motivi ma cambiamenti porterebbero vantaggi




Sono fortemente in dubbio gli interventi per modificare la riforma pensioni attuale, tanto auspicati in questi mesi. Spesso rimandati per mancanza di risorse economiche ma anche per il timore di intervenire su una legge, quella delle pensioni Fornero, in grado di assicurare fino al 2021 risparmi per ben 80 miliardi di euro, sembrava fosse arrivato il momento decisivo per risolvere errori della stessa legge pensionistica nonché per offrire ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima rispetto ai 66 anni oggi previsti, ma probabilmente tutto salterà anche nella prossima Legge di Stabilità.

Si tratterebbe, però, secondo opinioni di tanti, di un grave errore: introdurre infatti piani di uscita anticipata dal lavoro, contributo di solidarietà sulle pensioni dei più ricchi, aumenti delle pensioni minime, o altri bonus, e una nuova no tax area potrebbe essere una decisione vantaggiosa per il governo. Tutti questi interventi porterebbero infatti benefici a lavoratori e Stato stesso, che nel lungo periodo potrebbe accumulare anche nuovi risparmi.

Il motivo? Dare la possibilità ai lavoratori di andare in pensione prima, a fronte comunque di penalizzazioni senza necessità di impiego di risorse ulteriori, secondo i meccanismi di prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti e uscita a 62 anni con 35 anni di contributi, avrebbe il duplice vantaggio di permettere il prepensionamento a chi lo desiderasse da un lato, e la possibilità di ingresso nel mondo del lavoro per giovani in cerca di occupazione, dall’altro.

Si metterebbe così in moto quel meccanismo di turn over di cui si è tanto parlato che potrebbe contribuire a far diminuire in Italia quell’alta disoccupazione che è diventata una vera piaga sociale del nostro Paese. Ma non solo. Una spinta l’economia italiana potrebbe averla dall’aumento degli assegni pensionistici minimi (altro vantaggio di modifica delle pensioni attuali): per i pensionati italiani, ben 16 milioni la maggior parte dei quali vive con meno di mille euro al mese, avere pensioni più alte, anche se di poco, come fatto in Francia che ha aumentato le pensioni minime di 40 euro, permetterebbe comunque di spendere di più nella spesa, contribuendo a rimettere in moto i consumi.

E, considerando la disponibilità di risorse, dal miliardo e mezzo di euro annunciato dal premier Renzi, a nuovi fondi risultato dello spostamento del pareggio di bilancio al 2017, perché non utilizzarle piuttosto che in interventi per il welfare, come in programma, per aumentare le pensioni o pensare ad uscite anticipate per particolari categorie di lavoratori, come precoci e usuranti?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il