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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: modifiche si possono fare. Manca volontà e coraggio politico

Le proposte di modifica alla riforma pensioni allo studio: quali sono, come funzionano e quali benefici apporterebbero. Perché non rientrano nella nuova Legge di Stabilità?




Nonostante le più autorevoli voci politiche, da premier Renzi a ministro dell’Economia Padoan, non ne facciano riferimento nelle loro dichiarazioni ufficiali, non si arresta in realtà il dibattito sulle pensioni che si sta facendo sempre più discusso in vista della presentazione della nuova Legge di Stabilità. Le speranze sono quelle di vederci rientrare modifiche alla riforma pensioni attuale che prevedano soprattutto la possibilità di uscita anticipata per i lavoratori che lo desiderassero, ma che puntino anche a contenere l’elevata spesa pensionistica in Italia, nonché ad aumentare le pensioni minime, alla luce degli ultimi dati resi noti sulla condizioni di vita economiche dei pensionati italiani.

E intervenire sulle pensioni mettendo in atto le proposte finora arrivare, riflettendoci bene, porterebbe solo benefici, senza intaccare quegli 80 miliardi di euro di risparmi garantiti dalla legge Fornero. Le proposte al vaglio sono ormai ben note a tutti, si tratta di prestito pensionistico, opzione contributivo da estendere a tutti, uomini e donne, uscita anticipata a 62 anni di età e 35 anni di contributi prevedendo penalizzazioni calcolato sulla base dell’anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro rispetto alla soglia dei 66 anni.

Si tratta di sistemi, come più volte ribadito, a costo zero che, non prevedendo l’impiego di risorse ulteriori, non costerebbero nulla e, anzi, permetterebbero, nel lungo periodo, prevedendo tagli e penalizzazioni, una diminuzione dei costi per le pensioni. E la scia di benefici non finisce qua: permettendo infatti di andare in pensione ai lavoratori più anziani, scegliendo un prepensionamento a fronte di penalizzazioni, si libererebbero posti di lavoro per cui verrebbero assunti giovani in cerca di lavoro, dando vita a quel turn over che contribuirebbe a permettere un abbassamento di quel tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, arrivato alle stesse, dando anche nuova spinta alla produttività.

Ben si capisce, dunque, come qualsiasi cambiamento paventato per una riforma pensioni Renzi sia molto positivo e non si riesce ancora a capire il motivo per cui, sostenute dal fatto che non costerebbero nulla, le modifiche non siano ancora state contemplate nella nuova Legge di Stabilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il