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Pensioni usuranti e precoci riforma Governo Renzi:, modifiche, trattative segrete. Voto di scambio con Legge Lavoro

Cgil chiede al governo interventi sulla riforma pensioni nel Jobs Act e probabile trattativa per presentazione modifiche in prossima Legge di Stabilità




“Sarebbe ora di intervenire sulle pensioni, che le modifiche della riforma pensioni Fornero hanno creato nuova disoccupazione”: questa la richiesta di Susanna Camusso della Cgil che, intervenendo sulle misure del Jobs Act, ha chiesto al governo di intervenire con nuove forme di pensione anticipata, abbassamento dell’età pensionabile, e cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione anticipata tra lavoratori precoci e usuranti. Ma le richieste non finiscono qui, perchp si estendono anche a soluzioni per i pensionandi di Quota 96 della scuola, nonché ad una soluzione strutturale per chiudere la partita sugli esodati.

La Camusso ha precisato: “La Cgil chiede al Governo Renzi di mettere al centro il tema della creazione del lavoro e le forme per distribuirlo e gli investimenti e che elimini il precariato. Nel Jobs Act a parte qualche titolo di cui vedremo lo svolgimento, mancano cose fondamentali, manca l’idea della cancellazione delle forme di precariato e, al contrario, c’è un’idea di riduzione delle tutele dello Statuto dei lavoratori”.

Ed effettivamente sembra ci possa essere una correlazione tra approvazione del Jobs Act e possibili interventi di riforma pensioni Renzi con sistemi di uscita anticipata nella prossima Legge di Stabilità, il tutto regolato da una sorta di ‘trattativa segreta’ interna al governo. Come ha infatti spiegato Gessica Rostellato, membro della Commissione Lavoro Pubblico e Privato, tra coloro favorevoli ad interventi sulla riforma pensioni orientati verso una maggiore flessibilità, sul piano di uscita flessibile proposto già mesi fa da Cesare Damiano, sull’uscita a 62 anni con 35 anni di contributi: “È una proposta largamente discussa in Commissione e non è per niente cattiva. Il fatto è che noi saremmo per una rivisitazione completa dell’impostazione data dalla riforma Fornero, che vorremmo abrogare in toto, partendo anzitutto dall’abbassamento dell’età pensionabile perché andare in pensione a 67-70 anni è inaccettabile”.

E sull’eventualità di interventi pensioni nella prossima Legge di Stabilità ha chiarito: “Al momento non dico niente: vediamo cosa riescono a proporre. Non escludo che si stiano accordando con Damiano per un punto di incontro sul Jobs Act alla Camera, dando in cambio delle concessioni sulle pensioni”. Resta tutto, intanto, ancora in ballo e piuttosto controverso sulla discussione delle misure di indulto e amnistia, cui Renzi continua a dirsi contrario, e di cui si attende ancora la presentazione del testo unificato dei quattro ddl.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il