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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità dichiarazioni Poletti, Padoan, Damiano, Baretta Legge Stabilità

Abbassare l’età pensionabile con uscita anticipata, aumentare le pensioni più basse, e altri bonus: quali cambiamenti pensioni in nuova Legge di Stabilità?




Il premier Renzi e il ministro dell’Economia Padoan tacciono sulle possibili modifiche alla riforma pensioni in vista della presentazione della nuova Legge di Stabilità, non dovrebbero essere previsti interventi che abbassano l’età pensionabile anche se con sistemi di uscita anticipata a costo zero e con penalizzazioni, ma si pensa ad aumenti degli assegni minimi. Secondo alcune novità e ultime notizie, si potrebbero usare due miliardi per integrare le pensioni minime. L’idea sarebbe quella di usare il nuovo Isee, l’indicatore della situazione economica da cui dipende l’accesso a servizi sociali e sociosanitari, per “dare una piccola sforbiciata alla parte meno bisognosa della platea che accede a questi sussidi”, intervenendo con cambiamenti dei requisiti per avere l’assegno sociale o per l’integrazione della pensione se inferiore al livello minimo, cioè 501,38 euro al mese.

Dovrebbero, inoltre, essere ridotti pure i costi di Inps e Inail, ma nulla sull’uscita anticipata per una riforma pensioni Renzi, eppure all’inizio dell’estate il ministro del Lavoro Poletti, e il sottosegretario all’Economia, Baretta avevano annunciato novità orientate proprio in direzione della flessibilità con meccanismi di uscita anticipata e penalizzazioni.
 
Polettti diceva: “Qualcosa di significativo si può fare. Si potrà fare con un meccanismo di flessibilità in uscita per i pensionamenti in situazioni sociali difficili. Una pensione anticipata tipo quella di chi è avanti con l’età e ha perso il lavoro ma non ha maturato i requisiti per la pensione. Dobbiamo rendere più flessibile la possibilità di pensionamento, trovando gli strumenti adatti e coerenti alle diverse situazioni”, smettendo di usare soluzioni tampone, come le diverse salvaguardie per gli esodati stabilite finora, e pensando invece ad un intervento definitivo.

E Baretta sostenev  che “si potrebbe lasciare la libertà al lavoratore di uscire dal mondo del lavoro un paio di anni prima. La questione delle uscite dal lavoro potrebbe essere affrontata con un’operazione-scambio: chi vuole lasciare prima rinuncia ad una parte della pensione. Non si tratta di un piano programmatico, ma di una proposta allo studio sulla quale io insisto da tempo”. Anche Cesare Damiano, che per primo aveva avanzato la proposta di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, ha ribadito più volte l’importanza di permettere ai lavoratori di andare in pensione prima. Ma ora tutti tacciono. Cosa si farà davvero?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il