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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: Legge Stabiità nessun intervento ufficiale nonostante 16 mln italiani coinvolti

Nessun intervento annunciato finora per modificare riforma pensioni in nuova Legge di Stabilità ma solo interventi minimi e mirati: la situazione




AGGIORNAMENTO, Ultime notizie e novità davvero negative per quanto riguarda la riforma delle pensioni di Renzi e del suo Governo. Il tema delle pensioni non stato sfiorato nemmeno nella Legge di Stabilità sia per per aumento assegno che per la questione anticipata e flessibile. Anzi, sono aumentate le tasse sui fondi previdenziali. Tutte le promess, annunci e dichiarazioni fatte da Poletti, Baretta e in alcuni casi anche dal Premier sembrano davvero stati tutti disattesi, compresi singoli interventi per sistemare alcuni errori come quota 96.

 

La riforma pensioni Renzi probabilmente rimandata: secondo le novità e ultime notizie sulle eventuali misure che saranno contenute nella prossima Legge di Stabilità, pronta ad essere presentata domani, mercoledì 15 ottobre, non dovrebbero arrivare interventi sulla riforma pensioni attuale come annunciato nel corso di questi mesi. Nessun piano di uscita anticipata, nessuna soluzione strutturale come annunciato tempo fa dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, nessun aumento per le pensioni minime né altri bonus. Confusa la questione sui Quota 96 della scuola, per cui il ministro Giannini ha confermato che non sarà previsto alcun provvedimento ma per cui molti sperano ancora soluzioni di pensionamento.

Probabili solo interventi mirati alla tutela di particolari categorie come lavoratori precoci e usuranti, per cui, come proposto da Poletti, potrebbero essere eliminate le penalizzazioni previste per l’uscita prima dei 62 anni almeno fino al 2017. Eppure la situazione pensionistica in Italia è talmente ‘pesante’ da meritare la stessa attenzione che premier Renzi e governo stanno ponendo su lavoro e sgravi fiscali per le aziende.

Sono ben 16 milioni, infatti, i pensionati italiani, la maggior parte dei quali costretti a vivere con meno di mille euro al mese, cui farebbero comodo aiuti, anche minimi come accaduto in Francia, negli assegni mensili per avere maggiore capacità di spesa, senza considerare il proliferare delle famiglie allargate, con i giovani aiutati senza lavoro da parenti , padri e  madri, nonni con le pensioni.

Sarebbe importante, in tal senso, non solo aumentare le pensioni più basse ma anche  mettere in pratica quei sistemi di uscita anticipata che, attraverso i prepensionamenti dei lavoratori più anziani, permetterebbero ai giovani in difficoltà, senza occupazione, di trovare lavoro. Si metterebbe in moto, infatti, quel meccanismo di turn over per un’alternarsi a lavoro fra più anziani e più giovani. E si tratterebbe di interventi, come dimostrato, che porterebbero notevoli vantaggi ma per cui non si fa nulla. E ci si chiede come mai non agisca su questa strada.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il