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Tasi, Imu, IUC, Tari 2014: come funziona calcolo. Regole, casi particolari, istruzioni

Come si calcola e si paga la Tasi per inquilini e in altri casi particolari: tutti quelli previsti e come comportarsi. Istruzioni e consigli




Dopo il pagamento dell’acconto Imu e Tasi dello scorso 16 giugno, giovedì prossimo, 16 ottobre, i contribuenti italiani saranno chiamati al pagamento della prima rata Tasi in tutti quei Comuni dove non è stata pagata a giugno. Chi ha pagato a giugno, precisiamo, non deve pagare nulla ad ottobre e non si paga nulla nemmeno per l’Imu. Pagano solo i cittadini dei Comuni, come Milano, Roma, Firenze, Bari, Palermo, Pavia, Padova, Perugia, Trieste, Messina, Cesena, Perugia, Catania, Lecce, che hanno deliberato le nuove aliquote di pagamento lo scorso 18 settembre.

A differenza dell’Imu, pagano la Tasi tutti, sia proprietari che inquilini, di abitazioni principali e pertinenze, seconde case, uffici, negozi, aziende, capannoni, terreni,m fabbricati rurali. Il costo della Tasi nelle singole città dipenderà dalle aliquote comunali stabilite e che si possono consultare sul sito del Mef. Come per le aliquote, tocca sempre ai singoli Comuni definire, eventualmente detrazioni, esenzioni e percentuale di pagamento per gli inquilini, che può essere  compresa tra il 10 e il 30% del totale da versare. Pagano però solo gli inquilini che hanno contratti di affitto lunghi, da sei mesi in su; nei casi di contratti inferiori a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la Tasi deve essere pagata solo dai proprietari.

Se l’inquilino non paga, i proprietari non ne sono responsabili in alcun modo. Nei casi di  locazione finanziaria, la Tasi deve essere pagata dall’affittuario a decorrere dalla data della stipulazione e per tutta la durata del contratto; nei casi di comproprietà, la Tasi viene pagata dai due o più proprietari dell’immobile in base alle quote di possesso dell’immobile; mentre nei casi di separazioni o divorzi, la Tasi deve essere pagata esclusivamente dal coniuge cui è stata assegnata la casa coniugale.

Non pagano proprio la Tasi gli immobili posseduti dallo Stato; i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, i fabbricati di proprietà della Santa sede del Trattato lateranense, i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali, gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali.

I Comuni, in totale autonomia, possono anche stabilire riduzioni nei casi di abitazioni per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo; abitazioni con unico occupante; abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero; fabbricati rurali ad uso abitativo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il