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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: no cambiamenti in Legge Stabilità se non uno solo negativo ufficiale

Presentazione nuova Legge di Stabilità domani 15 ottobre in Cdm, ministro Poletti: “Al momento nella Legge di Stabilità non sono previsti specifici interventi sulle pensioni”




AGGIORNAMENTO, Brutte novità e ultime notizie per quanto riguarda la riforma delle pensioni Renzi nella Legge di Stabilità. Nessun intervento, no aumento assegno con bonus o no tax area sotto i 13mila euro e nemmeno modifiche come prestito pensionistico, quota 100, conferma contributivo donne ed estensione, 62 anni e 35 anni di contributi con penalità, tutte misure a costo zero che avrebbero dati benefici al sistema economico italiano nel medio periodo.
A questo punto si spera che negli emendamenti vengano inseriti degli emendamenti sulla questione previdenziale, almeno per alcuni interventi minimi. Una riforma strutturale come quella promessa da Poletti sembra davvero irrealizzabile al momento. 
Unica modifica, peraltro negativa, sembra essere aumento delle tasse dei fondi pensioni integrativi, certo non un buon segnale.

Si era intuito, visto il silenzio degli ultimi giorni in tal senso, soprattutto da parte del premier Renzi e del ministro dell’Economia Padoan ma ora a confermare che nella Legge di Stabilità che sarà presentata domani, mercoledì 15 ottobre, in CdM non vi sarà alcun intervento sulla riforma pensioni è direttamente il ministro del Lavoro che nelle sue ultime dichiarazioni, proprio di oggi, dice: “Al momento nella Legge di Stabilità non sono previsti specifici interventi sulle pensioni. Domani facciamo la discussione per ora non ci sono nè tagli nè aggiunte”.
 
E non si tratta certo di un annuncio che ha il sapore della vittoria visto che arriva a spegnere tutti gli entusiasmi e la fiducia di quanti, nel corso di questi mesi, avevano confidato negli annunci e nelle promesse fatte dallo stesso ministro Poletti, insieme ad altri esponenti politici di spicco come Cesare Damiano o il sottosegretario Baretta. Dalle dichiarazioni e dalle proposte susseguitesi nei mesi passati, la maggior parte delle quali puntavano a garantire ai lavoratori possibilità di uscita anticipata e flessibile, sembrava che vi fosse la volontà politica di intervenire sull’attuale riforma pensioni, ma evidentemente non è così.

E a meno di miracoli, domani non vi sarà davvero alcun intervento per una riforma pensioni Renzi, secondo quanto si evince dalle ultime notizie. Eppure sembravano esserci tutti i presupposti per novità previdenziali vantaggiose per tutti, dai piani di uscita anticipata come prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, che avrebbero potuto garantire quel turn over grazie al quale per ogni prepensionamento ci sarebbero state assunzioni per i più giovani disoccupati e in cerca di lavoro, alle possibilità di nuovi risparmi per lo Stato, che sarebbero potuti derivare tanto dall’introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni dei più ricchi, quanto, per esempio, dall’estensione dell’opzione contributivo donna, valida finora solo per le lavoratrici, anche agli uomini.

Considerando, infatti, che questo meccanismo permetterebbe l’uscita anticipata dal lavoro, su base volontaria, in cambio del calcolo della propria pensione finale esclusivamente con metodo contributivo, e dunque accettando di ricevere un assegno ridotto, tagliato di circa il 25-30% rispetto a quello che si percepirebbe con calcolo retributivo, i tagli degli assegni avrebbero potuto contribuire ad accumulare nuove risorse da impiegare sempre nella previdenza. Ma nulla di tutto ciò dovrebbe essere fatto, dimostrando ancora una volta come quella tanto criticata legge pensionistica Fornero sia in realtà intoccabile per quei benefici da 80 miliardi di euro capace di assicurare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il