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Tasi, IMU, Tari: scadenza pagamento ieri. Multe e sanzioni se non si paga o in ritardo e con errori. Come fare ravvedimento

Procedere al pagamento in ritardo dell’acconto Tasi 2014 di ottobre con ravvedimento operoso: sanzioni e interessi previsti in base a tempo di ritardo




Sono circa 5.894 i Comuni in cui ieri giovedì 16 ottobre, scadeva il pagamento della prima rata Tasi 2014. Manca dunque davvero poco per chi dovesse ancora calcolare la tassa da versare, calcolo che ci può effettuare anche online grazie a simulatori realizzati ad hoc. Per il calcolo Tasi, la base imponibile da considerare e le modalità sono le stesse dell’Imu. Si parte dunque dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente che varia in base al tipo di immobile (160 per le abitazioni). E su questo valore bisogna applica l’aliquota comunale, e le eventuali detrazioni se previste. Il versamento deve essere poi effettuato con modello F24 o bollettino di conto corrente postale.

Se i cittadini dei Comuni dove scaduto il termine di pagamento dell’acconto Tasi non sono riusciti a pagare entro domani, dovranno provvedere al più presto a saldare il pagamento, considerando che verranno sommate alla cifra da versare anche ulteriori sanzioni che variano in base al ritardo in cui sarà effettuato il pagamento. Si procede al versamento in ritardo con il cosiddetto ravvedimento operoso.
 
Sono tre i tipi di ravvedimento: breve, medio e lungo. Il primo, quando si paga entro il 14esimo giorno di ritardo, prevede una sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo e gli interessi legali pari al 2,5% calcolati dal primo giorno successivo a quello della scadenza, fino al giorno del versamento. Se per esempio la cifra da versare è di 100 euro, calcolando la sanzione del 2% e gli interessi detti, si pagheranno 102,07 euro.

Il secondo tipo di ravvedimento avviene quando si paga la cifra dovuta tra il 15esimo e il 30esimo giorno di ritardo rispetto alla scadenza, prevede una sanzione pari al  3% e interessi del 2,5% annui calcolati dal giorno successivo a quello della scadenza fino al giorno dell’effettivo pagamento sulla cifra da versare per la tassa; mentre il ravvedimento lungo, per chi paga oltre i 30 giorni di ritardo dalla data di scadenza fissata per il pagamento della tassa, prevede invece l’applicazione di una sanzione pari al 3,75% con interessi del 2,5%, calcolati dal giorno successivo a quello della scadenza fino al giorno del versamento effettivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il