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Legge di Stabilità: pensioni, riforma con grave elemento negativo dopo tante dichiarazioni, proposte e promesse ultimi mesi

Tra bonus 80 euro in busta paga, sgravi fiscali alle imprese e Tfr non figurano modifiche alle pensioni né aiuti importanti alle famiglie nella nuova Legge di Stabilità




AGGIORNAMENTO, La Legge di Legge di Stabilità approvata ieri dal Governo Renzi contiene diverse novità e misure ufficiali importanti dal valore di 36 miliardi di euro. Nulla, pero, sulla riforma pensioni. Sulla previdenza ma anche gli sgravi fiscali per le partite iva e i tagli delle tasse Irarp, la conferma del bonus degli 80 euro e la scuola, oltre alle altre misure, le abbiamo viste in questo articolo al seguente link diretto
Anzi l'unico intervento sulle pensioni è stato anche negativo con la tassazione dei Fondi integrativi e previdenziali una mossa unica nel panorama europeo e assolutamente miope che abbiamo visto in questo articolo

Anzia unico intervento sulle pensioni [Manca poco alla discussione della nuova Legge di stabilità 2014-2015 che sarà oggi in consiglio dei Ministri. Il premier Matteo Renzi ha precisato: “La differenza tra la finanziaria 2014 e quella del 2015 è che ci sono 18 miliardi di tasse in meno. Tutto qui. L’Italia riparte” e riparte da una manovra da 30 miliardi di risorse raccolte, di cui 11,5 arriveranno dall’aumento del deficit al 2,9 dal 2,2% del Pil. Il governo ha, inoltre, confermato che al momento di varare la legge di Stabilità la correzione del deficit strutturale sarà limitata a 0,1 punti percentuali di Pil nel 2015.

Renzi ha postato su Twitter: “No articolo 18, no contributi per chi assume a tempo indeterminato, no Irap sul costo del lavoro. Tolti gli ostacoli per assumere” in riferimento al Jobs Act e spinge sul Tfr in busta paga anche se il ministro dell’Economia Padoan non sembra approvare l’intervento. Confermati poi sia il bonus di 80 euro in busta paga per i dipendenti sia gli ecobonus per lavori di ristrutturazione edilizia volti a migliorare l’efficienza energetica, nonché sgravi alle imprese, soprattutto che assumono giovani con contratti a tempo indeterminato.

E se sono stati confermati gli sgravi fiscali per le imprese, nulla di nuovo arriva invece per gli aiuti alle famiglie anche se è stato rinnovato il bonus degli 80 euro. Manca vero una vera e propria rivisitazione del welfare, come in realtà ci si aspettava vista la nuova disponibilità di ulteriori risorse derivanti da Def (circa un miliardo e mezzo di euro) e spostamento del pareggio di bilancio al 2017. Inoltre, sembrano minimi i tagli agli sprechidella P.A. derivanti dalla spending review rispetto a quanto prospettato dal dossier del Commissario Cottarelli.

E mancano quegli auspicati interventi di modifica sulla riforma pensioni attuale che in tanti si aspettavano e non solo per risolvere casi sociali come esodati e Quota 96 ma per tutti, per poter consentire a chiunque lo desiderasse di andare prima rispetto ai requisiti attuali, dando vita, di conseguenza, anche a quel meccanismo di staffetta generazionale che avrebbe consentito un ricambio generazionale lavorativo. E ci sarebbero stati tutti i presupposti ottimali per modificare le pensioni, visti i piani a costo zero proposti ma nulla sarà fatto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il