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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: anticipata e flessibile sarebbe servita con assunzioni agevolate Legge Stabilità

Sgravi fiscali per le imprese che assumono e contratti a tempo indeterminato più vantaggiosi ma servono anche turn over e sistemi di uscita anticipata pensioni




AGGIORNAMENTO, Nulla di fatto per quanto riguarda la riforma pensioni del Governo Renzi nella Legge di Stabilita 2014-2015 approvata ieri in Consiglio dei Ministri. Sgravi confermati alle assunzioni, ma senza una riforma che permetta una uscita anticipata e flessibile, proprio anche per attuale crisi economica, rischia di essere una manovra castrata. Stessa cosa per il rilancio dei consumi. Agevolazioni fiscali anche per le partite iva, ma nulla, nessun aumento per le pensioni che interessano ben 16 milioni di cittadini italiane e le loro famiglie allargate.


Slitta dalle 15 alle 18 la discussione della nuova Legge di stabilità in Consiglio dei Ministri, una nuova Manovra che conterrà “incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi per chi fa assunzioni a tempo indeterminato”, questo l’annuncio del premier Renzi che ha anche precisato “E’ la prima volta che si tenta questa strada: togliamo l'articolo 18 per i primi tre anni ma diamo incentivi e il tempo indeterminato diventa vantaggioso. Tutti parlano dell'articolo 18. Invece 18 sono i miliardi che taglieremo come tasse tra la legge di Stabilità per il 2014 e quella per il 2015”.

Renzi quindi spiega: 2Di questi 18 miliardi, dieci andranno a finanziare in modo stabile il bonus degli 80 euro, mezzo miliardo in detrazioni fiscali per le famiglie, e il resto andrà in due misure: incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi per chi fa assunzioni a tempo indeterminato e il resto per la riduzione dell'Irap”. Satà, secondo il presidente del Consiglio, “la più grande riduzione delle tasse mai fatta in Italia”, confermando che “dal 2015 viene abolita la componente lavoro della tassa Irap che vale circa 6,5 mld di euro. Confindustria e le altre organizzazioni datoriali ci hanno incalzato più volte sull'Irap che è una tassa che manda fuori di testa per la sua componente lavoro”.

Ottime le decisioni prese per incrementare le assunzioni e dare così nuova spinta al mercato del lavoro ed è proprio in questo contesto che avrebbero dovuto inserirsi le modifiche alla riforma pensioni tanto auspicate, vale a dire quelle che avrebbero consentito l’uscita anticipata, su base volontaria di ogni singolo lavoratore, permettendo quel turn over lavorativo tra lavoratori più anziani che sarebbero potuti andare in prepensionamento e nuovi posti di lavoro liberati per le assunzioni di nuovi giovani.

Sarebbe stato questo l’impianto ottimale di una riforma pensioni Renzi, se un qualche intervento sulle pensioni fosse stato pensato da discutere nella Legge di stabilità che, invece, secondo quanto annunciato dal ministro Poletti non conterrà alcun cambiamento sulla previdenza. Le assunzioni non saranno comunque semplici ed è per questo che agevolarle sarebbero convenienti i piani di uscita anticipata tanto discussi che, tra l’altro, sarebbero a costo zero, senza andare dunque ad incidere sui conti pubblici pur garantendo la possibilità di lasciare prima il lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il