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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma, novità Legge Stabilità realizzabili e fattibili. Un problema di volontà politica

Piani di uscita anticipata a costo zero, nuove risorse da impiegare per la previdenza ma nessuna modifica riforma pensioni in Legge di Stabilità




Era il mese di agosto quando il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, aveva detto: “Non ci sarà alcun intervento sulle pensioni in Legge Stabilità. In linea di principio, senza far riferimento ad alcun progetto avevo detto una cosa che credo normale, che ci vuole anche un atto, o la possibilità di avere un atto, di solidarietà nel sistema previdenziale. Che bisognerebbe trovare un modo per gestire insieme equità e crescita” ma aveva anticipato che ciò di cui si sta discutendo non erano interventi da inserire nella nuova Manovra ma solo “idee”.

E ieri il ministro Poletti ha per l’ennesima confermato che nella Legge di Stabilità, oggi in discussione in Consiglio dei Ministri, non ci sarà alcun cambiamento, “né tagli né aggiunte”. Una decisione che in molti sperano cambi, considerando le ipotesi di modifica dell’attuale riforma pensioni proposte finora e la disponibilità di nuove risorse da impiegare nella previdenza. I piani di uscita anticipata avanzati in questi mesi, da estensione del sistema contributivo per tutti, a prestito pensionistico, messo a punto dallo stesso Poletti dopo l’ex ministro Giovannini, alla proposta di Cesare Damiano di uscita anticipata a 62 anni e con 35 anni di contributi in cambio di penalizzazioni, sono infatti tutti meccanismi a costo zero che prevedendo penalizzazioni non richiederebbero né a Stato né a Inps l’impiego di ulteriori risorse.

Ma permetterebbero, al tempo stesso, la possibilità di prepensionamento per i lavoratori più anziani e la conseguente liberazioni di nuovi posti di lavoro destinati ai giovani in cerca di occupazione, andando così a sostenere quel mercato occupazionale italiano oggi decisamente in crisi. Ma non solo: si potrebbero anche mettere in atto quegli aumenti delle pensioni più basse visto che, secondo le novità e ultime notizie,sarebbero state reperite nuove risorse da impiegare, sia da Def che da proroga del pareggio di bilancio al 2017.

Ma l’intenzione del governo è quella di impiegare queste risorse per ammortizzatori sociali e altri interventi welfare, il che significa che, pur essendoci le opportunità di agire sulla riforma pensioni Fornero, ciò che manca in realtà è la volontà politica di intervenire su una legge pensionistica che è capace di garantire 80 miliardi di euro di risparmi, cifra decisamente troppo elevata per poterci rinunciare in un momento di fragilità economica come quello che l’Italia sta attraversando.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il