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Tasi, Imu, Tari, IUC: Ravvedimento, multe, sanzioni per errori, calcolo e compilazione F24 o se non si paga o in in ritardo

Sono oltre 5.000 i comuni italiani alle prese con il pagamento della Tasi 2014. Cosa succede nel caso di ritardo rispetto alla scadenza di domani?




Cosa succede a chi paga in ritardo la Tasi 2014 rispetto alla scadenza di domani giovedì 16 ottobre? Nei primi trenta giorni dopo la scadenza, è ancora possibile versare l'acconto della Tasi con una sovrattassa contenuta: massimo il 3,2% tra sanzione e interessi.

La strada è quella del ravvedimento breve, che in questo caso va formalizzato entro il 16 novembre mentre c'è un anno di tempo per mettersi in regola attraverso il ravvedimento lungo con sanzione fissa al 3,75% ma interessi legali ben più sostanziosi. Nelle prime due settimane, il ritardo comporta una sanzione dello 0,2% per ogni giorno, sino alla misura massima del 3%. Gli interessi legali vanno sempre calcolati, pari a 0,006849 euro al giorno.

I capoluoghi chiamati al pagamento della Tasi 2014 entro domani sono Agrigento, Foggia, Ragusa, Alessandria, Gorizia, Ravenna, Ascoli Piceno, Grosseto, Reggio Calabria, Asti, Imperia, Rieti, Avellino, Isernia, Roma, Bari, L'Aquila, Rovigo, Belluno, Latina, Savona, Benevento, Lecce, Siena, Biella, Massa, Siracusa, Brindisi, Matera, Sondrio, Cagliari, Messina, Taranto, Caltanissetta, Milano, Teramo, Campobasso, Monza, Terni, Carrara, Nuoro, Trapani, Catania, Olbia, Trieste, Catanzaro, Oristano, Varese, Cesena, Padova, Vercelli, Chieti, Palermo, Verona, Como, Pavia, Viterbo, Cosenza, Perugia, Cuneo, Pescara, Enna, Pisa, Fermo, Potenza, Firenze, Prato.

Il gettito della Tasi è interamente destinato ai comuni, come integrazione dell'Imu per i servizi indivisibili. Le amministrazioni locali hanno avuto un'ampia libertà nel fissare sconti e agevolazioni, ma sulle aliquote hanno dovuto tener conto dei due tetti fissati a livello centrale: 3,3 per mille per le abitazioni principali su cui non è dovuta l’Imu; 3,3 per mille per gli altri immobili, ma senza che la somma di Tasi e Imu superi l’11,4 per mille.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il