I progetti dell'Enel per l'Est

Enel si volge ancora una volta ad Est per compiere due mosse importanti



Mentre in Francia Fulvio Conti rimane a guardare e in Belgio spera che il Governo locale metta un bastone fra le ruote di chi vorrebbe usare la fusione GdF-Suez come un asso pigliatutto, Enel si volge ancora una volta ad Est per compiere due mosse importanti.

La prima mossa, già riportata dalla stampa stamane, è un investimento da 900 milioni nella centrale bulgara di Maritza III che entro il 2011 dovrebbe arrivare a raddoppiare quasi la sua produzione sfiorando i 1500 MW di potenza installata. A cascata viene anche un piano ambizioso, quello di costruire un gasdotto da circa 2 miliardi che dovrebbe portare il metano dalla Bulgaria all’Italia attraversando la Macedonia e la Grecia, fino in Puglia: si tratta del cosiddetto Corridoio 8, un progetto colossale che dovrebbe collegare l’Est e il Sud dell’Europa.

Anche in Grecia Enel ha fatto un passo importante. Si tratta della conquista del 75% di Enelco, una società partecipata per la quota rimanente da Copelouzos e dalla russa Gazprom, e che possiede licenze per la costruzione di due centrali a ciclo combinato. È la prima mossa in uno scacchiere nel quale Conti mira a ritagliare un ruolo di primo piano per la compagnia italiana. Il mercato energetico in via di liberalizzazione rappresenta, infatti, un’occasione da non perdere anche per l’importanza strategica del territorio greco. Rimane, però, l’impressione che le conquiste ad Est non possano ripagare le delusioni nel Vecchio Continente e le difficoltà d’ingresso in mercati ben più maturi.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il