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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità nulle. Ministro Padoan ha vinto contro Poletti, Baretta, Damiano

Nessun intervento di uscita anticipata per riforma pensioni e nessuna soluzione strutturale come annunciato da ministro Poletti in nuova Legge di Stabilità




Sono state diverse le forze politiche e sociali che hanno spronato il governo ad intervenire con modifiche all’attuale riforma pensioni, soprattutto orientate verso una maggiore flessibilità, che in questi mesi hanno avanzato proposte di uscita anticipata evidentemente non recepite, considerando che ieri, mercoledì 15 ottobre, è stata approvata la nuova Legge di Stabilità 2014-2015 che però non contiene alcuna misura sulle pensioni. Nulla su una maggiore flessibilità in uscita, nessuna novità su eventuali aumenti o bonus per gli assegni pensionistici minimi, nulla su un eventuale taglio delle tasse per i pensionati.

E la legge Fornero rimarrà, così come voleva il ministro dell’Economia Padoan, esattamente così com’è. Del resto, lo stesso Padoan, commentando la riforma pensioni approvata poco prima dell’estate in Germania che prevede un abbassamento dell’età pensionabile, e in risposta a quanti avevano chiesto venisse seguita la stessa strada anche in Italia, aveva risposto che non si sarebbe potuto operare in tale direzione perché il nostro Paese non sarebbe stato pronto ad un cambiamento del genere, a causa del momento di delicatezza e difficoltà economica che sta affrontando.

Eppure, i piani di uscita anticipata che sono stati proposti, sarebbero stati a costo zero, nessuno dei sistemi avanzati, tra prestito pensionistico, estensione del sistema contributivo per tutti, misura tra l’altro già esistente con l’opzione contributivo donna valida, appunto, solo le lavoratici, e uscita a 62 ani con 35 anni di contributi e penalizzazioni, avrebbe richiesto risorse a Stato e Inps andando così ad incidere sui conti pubblici. Eppure non sono stati approvati.

Nessuna soluzione strutturale, infine, misura che avrebbe cambiato le pensioni e risolto definitivamente il caso degli esodati. L’unica novità pensionistica di questo mese, infatti, è stata un’ulteriore misura tampone a questa emergenza sociale divenuta troppo importante, tanto che si pensava sarebbe arrivata una soluzione unica per tutti, piuttosto che ricorrere sempre a misure d’urgenza dell’ultimo minuto. Ma non è accaduto. Ricordiamo che la sesta salvaguardia approvata tutelerà nuovi 32.100 esodati, portando ad oltre 170.000 i lavoratori salvaguardati con un impegno di spesa di 11,6 miliardi di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il