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Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità realizzabili senza problemi. Coraggio e volontà politica sono mancati

La questione pensioni ed eventuali modifiche fuori dalla Legge di Stabilità 2015 nonostante convenienti e di impulso al lavoro: i motivi e situazione




Prorogare semplicemente un sistema già esistente, come l’opzione contributivo donna, estendendolo anche agli uomini, per offrire ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima, che fossero dipendenti o autonome, permettendo anche risparmi nel lungo periodo derivanti dai tagli agli assegni pensionistici finali con calcolo contributivo e piuttosto che retributivo; o pensare al meccanismo del prestito pensionistico, come messo a punto dal ministro del Lavoro Poletti; o al piano di uscita anticipata a 32 anni di età e con 35 anni di contributi a fronte di penalizzazioni per tutti.

Sono sempre state questi i piani di uscita anticipata che, si sperava, sarebbero potuti rientrare nella Legge di Stabilità 2015 approvata ieri 15 ottobre in Consiglio dei Ministri e che avrebbero potuto consentire di modificare la riforma pensioni attuali sostenendo sia i prepensionamenti per i lavoratori più anziani che avessero voluto lasciare prima il lavoro, sia di liberare, di conseguenza, nuovi posti di lavoro pronti ad essere occupati da nuovi giovani disoccupati in cerca di lavoro. Ma nulla di tutto ciò è stato discusso, segno che, per l’ennesima volta, dopo tante promesse, è mancata ancora la volontà politica di agire su una riforma sbagliata sì ma capace di assicurare moltissimi risparmi.

Si parla, infatti, di 80 miliardi di euro fino al 2021, cifra a cui il governo non potrebbe certo rinunciare in un momento di difficoltà economica come quello che l’Italia sta attraversando. Ma ciò che lascia perplessi è che si sarebbe comunque potuto intervenire sulle pensioni con piani che, dichiaratamente, sarebbero stati a costo zero, non avrebbero intaccato l’attuale impianto pensionistico e non avrebbero richiesto risorse in più.

Eppure nulla è stato fatto. Così come nulla è stato fatto, nonostante gli ultimi annunci, per aumentare le pensioni più basse, nonostante il reperimento delle risorse che, però, sono state destinate ad altro. Il governo ha preferito impiegarle in interventi diversi, nel welfare, e non nella previdenza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il