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Legge di Stabilità: riforma pensioni con grave intervento negativo, blocco stipendi statali e tasse regionali in crescita

Non tutte le misure contenute nella legge di stabilità sono di segno positivo. Tutto fermo sulle pensioni e ancora bloccato il contratto degli statali.




Come previsto alla vigilia, nella legge di stabilità varata ieri sera dal governo è stato confermato per il 2015 il blocco del contratto degli statali. Slitta poi al al 2018 il versamento dell'indennità di vacanza contrattuale e il blocco degli automatismi stipendiali per il personale non contrattualizzato. La misura non è valida per tutti poiché avvocati e procuratori dello Stato, magistrati, diplomatici, personale militare e delle Forze di polizia sono esclusi dal congelamento degli scatti contrattuali. Il premier Matteo Renzi difende l'impianto della legge di stabilità e tweetta: "Abbassare le tasse, come tagliare gli sprechi, non è di destra né di sinistra: in Italia è semplicemente giusto".

Musi lunghi anche fra i pensionati. Non c'è stato alcun bonus nella scia degli 80 euro per lavoratori dipendenti e assimilati. Così come la riforma della previdenza italiana è per ora destinata a rimanere un ricordo. Non solo, ma sarebbero previsti inasprimenti nelle tasse sulle rendite dei fondi pensione della previdenza complementare dall'11,5 al 20% e delle Casse di previdenza dal 20 al 26%. Abbiamo spiegato la gravità di questo intervento, miope e unico al mondo in questo articolo al seguente link diretto

Per Andrea Camporese, presidente dell'Adepp (Associazione degli enti di previdenza dei professionisti), "se si verificasse un ritorno della tassazione al 26% per il mondo delle Casse e una crescita rilevante di tassazione per i fondi pensione si tratterebbe di un atto gravissimo di miopia istituzionale di cui il governo dovrebbe rispondere davanti a 2 milioni di professionisti, alle loro famiglie, e a centinaia di migliaia di dipendenti degli studi professionali".

E all'orizzonte si intravedono nuove tasse. Nella legge di stabilità è previsto che dal 2016 è possibile aumentare sia l'Iva sia le accise della benzina. Di più: come spiegato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, alla luce dei tagli subito, le Regioni potrebbero aumentare la pressione fiscale: "Può darsi, ma accanto al prelievo c'è sempre una destinazione delle risorse e saranno i cittadini a valutare se eventuali manovre di regioni ed enti locali saranno giustificate o meno".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il