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Legge Stabilità: riforma pensioni, TFR anticipato, scuola, tasse locali elementi negativi Governo Renzi Manovra Finaziaria

Dalla mancata riforma delle pensioni all'aumento delle tassazioni, dai tagli alle Regioni passando per i limiti alle nuove assunzioni: nella legge di stabilità ci sono anche misure di segno negativo.




Con il disegno di legge di stabilità il governo Renzi punta a dare una svolta all'Italia ma non tutti i cambiamenti prospettati sono di segno positivo. Il caso più emblematico è quello delle pensioni. Non solo non c'è stata alcuna riforma della previdenza ma le modifiche prospettate sono peggiorative ovvero vanno nel segno di un aumento dal 20 al 26% della tassazione sulle rendite finanziarie sui patrimoni previdenziali e dall'11 al 20% dell'imposta sostitutiva che si applica sul risultato netto maturato dei fondi pensione. Di più: sale dall'11 al 17% la tassazione sulla rivalutazione del Tfr. In buona sostanza l'ipotesi di anticipare il Trattamento di fine rapporto in busta paga diventa meno conveniente.

E a proposito di tassazione, i tagli alle Regioni - come spiegato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan - potrebbe portare a un aumento delle imposte locali. In ambito scolastico, il governo ma messo in conto un miliardo di euro per 15.000 immissioni in ruolo, il taglio alle indennità di servizio all'estero del personale docente, l'abrogazione degli esoneri per i collaboratori del dirigente scolastico, alle supplenze dei docenti, alle commissioni esami di maturità e il blocco del contratto fino al 31 dicembre 2015.

Gli sgravi ai nuovi assunti a tempo indeterminato saranno riconosciuti per un periodo massimo di 36 mesi e con un limite massimo di 6.200 euro su base annua. Ma non saranno questi gli unici limiti. La defiscalizzazione potrà operare soltanto per le assunzioni effettuate entro la fine del prossimo anno e spetterà solamente per neo assunti che non abbiano lavorato a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti.

Secondo le stime dei consulenti del lavoro un neo assunto con contratto a tutele crescenti, grazie agli sgravi, a fronte di una retribuzione lorda annua di circa 24.000 euro avrebbe un costo per l'azienda di 26.707 euro, contro i 29.063 di un collaboratore a progetto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il