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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: novità della settimana tra speranze e delusione, conferme e smentite

Delusione nel mondo previdenziale dopo presentazione bozza della nuova Legge di Stabilità: nulla di fatto per modifiche alla riforma pensioni




Dopo l’importante settimana che si è conclusa con la presentazione della nuova Legge di Stabilità, resta molta delusione per il nulla di fatto sulla riforma pensioni. Ci si aspettava tanto, si sperava che venisse messo in atto qualche cambiamento tra quelli proposti in questi mesi, soprattutto in riferimento ai piani di uscita anticipata per rendere più flessibile il sistema previdenziale. Nulla nemmeno sul paventato aumento delle pensioni minime con bonus o estensione degli 80 euro anche ai pensionati. Anzi, la Legge di Stabilità ha portato un unico intervento negativo molto grave, in quanto è stata ulteriormente tassata la previdenza integrativa.

Ed ecco, dunque, che tutte promesse di Cesare Damiano, del sottosegretario Baretta, del ministro del Lavoro Poletti, come anche dello stesso premier Renzi (che aveva parlato almeno dell'aumento delle pensioni) sono svanite. La speranza ora è che, trattandosi al momento di una prima bozza, possa cambiare qualcosa fino a quando la Legge non riceverà l’ok da Bruxelles. E durante la discussione parlamentare, l’ipotesi più accreditata di cambiamento potrebbe essere quella di prorogare l’opzione contributivo donna, giacchè sistema già esistente.

O sperare in qualche intervento mirato e correzioni come per esempio per precoci e usuranti, per cui, tra l’altro, ci sono fondi ma non vengono utilizzati perchè l’attuale riforma pensioni Fornero, con i suoi requisiti sempre più restrittivi, ha bloccato i loro pensionamenti prorogando l’età di uscita dal lavoro per tutti. A far sperare in possibili cambiamenti e novità nelle prossime discussioni anche le parole di qualche giorno fa del ministro Poletti che dopo aver chiarito che nella Legge di Stabilità non ci sarebbero stati interventi sulle pensioni ha comunque annunciato discussioni successive.

Eppure ci sarebbero potuti essere interventi sulle pensioni che, come definito, a costo zero (come prestito pensionistico, sistema contributivo, uscita a 62 anni e 35 anni di contributi e penalizzazioni), non avrebbero influito sui conti pubblici, anzi, in alcuni casi avrebbero anche potuto permettere risparmi. Ma nulla è stato fatto, segno che è mancata la volontà politica di agire, il coraggio di intervenire su una legge, quale quella pensionistica della Fornero,  capace di garantire risparmi per ben 80 miliardi di euro, cifra decisamente troppo alta per potervi rinunciare.

Eppure qualcosa bisognerà fare necessariamente, perché, come accertato anche dagli ultimi dati Inps allarmanti, la situazione sta diventando sempre più insostenibile, sia per quanto riguarda la condizione dei pensionati italiani, ben 16 milioni e la maggior parte dei quali vivono con meno di mille euro e alcuni anche con 500 al mese, risorse esigue per vivere o aiutare i propri figli e nipoti oggi decisamente in difficoltà lavorative, sia per quanto riguarda l’elevata spesa pensionistica. Del resto anche lo stesso nuovo commissario straordinario Inps, Tiziano Treu, auspica cambiamenti sulle pensioni, soprattutto per quanto riguarda una maggiore flessibilità.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il