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Pensioni uomini e donne riforma Governo Renzi: novità Poletti, Treu, Premier, Cantone, Damiano, Di Maio dichiarazioni

Novità possibili e nuove dichiarazioni su necessità di intervento su riforma pensioni soprattutto dopo ultimi dati allarmanti Inps. Cosa si può ancora fare?




“La più grande riduzione delle tasse mai fatta in Italia, una manovra da 36 miliardi di euro senza l’aumento di un centesimo di tasse. Dei 18 miliardi dieci andranno a finanziare in modo stabile il bonus degli 80 euro, mezzo miliardo in detrazioni fiscali per le famiglie, e il resto andrà in due misure: incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi per chi fa assunzioni a tempo indeterminato e il resto per la riduzione dell’Irap che è una tassa che manda fuori di testa per la sua componente lavoro. Dal 2015 verrà abolita la componente lavoro dalla tassa dell’Irap. Questo vale 6,5 miliardi di euro”: così il premier Renzi ha annunciato le nuova Legge di stabilità senza mai, però, fare riferimento a interventi sulla riforma pensioni, ad aumenti delle pensioni minime, a sistemi di uscita anticipata.

Eppure, lo stesso commissario straordinario Inps, Tiziano Treu, ha spiegato che “Sarebbe utile avere forme di flessibilità in uscita. Ci sono molte proposte per rendere più flessibile le modalità di pensionamento. Per le donne ci sono già, per gli uomini tratta di vedere come farlo e quanto costa. Ci sono vari modi per fare quello che si è fatto per le donne anche per gli uomini” e le speranze che qualcosa ancora possa cambiare si concentrano nelle prossime discussioni parlamentari.

Ad aprire questo spiraglio, le parole del ministro del Lavoro Poletti, che quando aveva annunciato che non ci sarebbero stati cambiamenti per la riforma pensioni nella Legge di Stabilità, aveva anche detto che ci sarebbero state nuove discussioni dopo la presentazione della nuova Legge. Intanto, Di Maio, del Movimento 5 Stelle, e Carla Cantone, continuano a chiedere maggiore flessibilità e aumenti per gli assegni minimi, visti soprattutto gli ultimi dati drammatici diffusi dall’Inps.

La Cantone ha infatti detto che “L’Inps ci dice ancora una volta che il 43% dei pensionati vive con meno di mille euro al mese. Ma il Governo Renzi non ha fatto nulla per loro. Ricordo sommessamente che il premier Matteo Renzi ha promesso di estendere il bonus fiscale di 80 euro al mese anche ai pensionati ma non mi pare che dalle prime indicazioni sulla Legge di Stabilità emerga la volontà di mantenere la parola data. È ora che sia dato qualcosa anche ai pensionati che tanto hanno pagato in questi anni”.

E per Cesare Damiano “Se la manovra vuole avere carattere espansivo e sociale dovrà contenere  risorse aggiuntive per gli ammortizzatori sociali, uno sconto strutturale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per le nuove assunzioni e non dimenticare il tema delle pensioni. Introdurre un criterio flessibile di uscita dal lavoro a partire dai 62 anni risolverebbe molti drammatici problemi sociali e, con il turnover, favorirebbe l’assunzione dei giovani”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il