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Amnistia e indulto: novità della settimana tra conferme e smentite

Sospeso in Commissione Giustizia l’esame dei quattro ddl su indulto e amnistia. Numeri carceri ancora allarmanti ma Renzi sempre contrario a misure di clemenza




Continua ad essere spaccato il governo sulla questione di approvazione o meno delle misure di indulto e amnistia per risolvere il problema, ancora pesante, del sovraffollamento carcerario nel nostro Paese. I numeri continuano ad essere allarmanti, seppur confusi, e sembra che le misure compensative approvate nel decreto carceri non abbiano in realtà prodotto i risultati che ci si aspettava e continuano ad essere ancora tanti i ricorsi che arrivano da parte di detenuti costretti a vivere in condizioni drammatiche nelle strutture penitenziarie italiane.

Claudio Figini, presidente Cnca Lombardia, chiarisce: “Troppe persone entrano in prigione per la presenza di leggi carcerogene. In particolare, la Bossi-Fini, che condanna al carcere gli immigrati che non rispondono al decreto di espulsione; la Fini-Giovanardi, che unisce tutte le sostanze in un’unica tabella e mette chi le detiene nella condizione di dover dimostrare che si tratta di uso personale; la ex Cirielli, che, negando le attenuanti generiche per i recidivi, in particolare per reati di piccolo conto, contribuisce in maniera drammatica a riempire le prigioni senza dare alcuna possibilità di inserimento sociale a chi ne ha più bisogno”.

E ritiene inoltre che quei circa 10.000 detenuti che hanno problemi di tossicodipendenza “potrebbero beneficiare di opportunità alternative allo stato di detenzione quali: affidamento terapeutico, affidamento provvisorio in attesa di camera di consiglio, detenzione domiciliare, arresti domiciliari”, ed è proprio sulle misure alternative che si vuole puntare, piuttosto che sulla possibilità di lasciare in libertà totale persone che comunque hanno commesso reati, seppure minori

E lo stesso Renzi ha ultimamente dichiarato: “I criminali colpevoli devono pagare fino alla fine. Chi commette un reato e viene condannato deve restare dentro. Se guardo le statistiche vedo che la situazione è un pò meglio del passato, ma chi subisce le conseguenze non si preoccupa delle statistiche. Noi dobbiamo far sì che quelli che becchiamo quando vengono condannati poi restano dentro”, aggiungendo “Quando un cittadino vede ripassare per la stessa strada anche uno scippatore l'impressione è che poi non ci sia più certezza del diritto. La giustizia deve garantire che chi è colpevole paga fino alla fine”. Intanto, la Commissione Giustizia in Senato ha sospeso l’esame dei quattro ddl sulle misure di clemenza.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il