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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: INPS nuovi dati allarmanti così come indicazioni da studi internazionali recenti

Gli ultimi dati allarmanti Inps sullo stato del sistema pensionistico italiano e necessità di intervento riforma pensioni per renderlo più sostenibile




Nonostante il premier Matteo Renzi non sembri avere intenzione di attuare quelle auspicate modifiche all’attuale riforma pensioni, e sia ancora ferma sulla sua posizione per  “Le pensioni non si toccano”, e i mancati interventi tanto per piani di uscita anticipata quanto di aumento sulle pensioni, nella nuova Legge di stabilità lo dimostrano, sono comunque necessari dei cambiamenti. Servono ormai inevitabilmente per rendere il sistema pensionistico italiano, quasi al collasso, più flessibile e più sostenibile economicamente.

E gli ultimi allarmanti numeri Inps lo confermano. Ma non solo. Secondo infatti uno studio firmato dalla società di consulenza Mercer, il sistema resta “insostenibile”. Lo studio condotto da Mercer e dall’Australian centre for financial studies rappresenta, come riportato, “il confronto più completo tra sistemi pensionistici a livello globale e confronta 25 grandi paesi in base a tre criteri che sono adeguatezza delle erogazioni, integrità della normativa e sostenibiltà dei flussi. Con adeguatezza, come viene spiegato, si intende il livello delle prestazioni, l’architettura dello schema previdenziale, i rendimenti degli investimenti, ma anche i risparmi privati”.

L’integrità valuta, in basi a diversi parametri, il rischio pensionistico ma anche il livello di fiducia che i cittadini di ogni paese hanno nel loro sistema, mentre la sostenibilità punta su indicatori che mettono in luce, per esempio, la percentuale di adesione a fondi di previdenza complementare e a fondi pensione, gli aspetti demografici. Ed è proprio su quest’ultimo aspetta che pecca il nostro sistema pensionistico.

Come spiega Roberto Veronico, responsabile della divisione Retirement di Mercer Italia, “Sebbene l’adeguatezza delle pensioni erogate oggi in Italia sia più che soddisfacente, il valore della macro area sostenibilità ci dice che questo in futuro può non essere più vero. Le ragioni sono da ricercarsi: nella minima adesione a piani pensionistici privati (solo il 14% della popolazione in età lavorativa) e nel conseguente livello di attività delle pensioni private, pari solo al 6,6% del Pil; nel contesto demografico di invecchiamento della popolazione attiva, tra i più bassi dei 25 Paesi analizzati”.

Inoltre, attualmente in Italia, in base ai nuovi numeri, molti dei pensionati italiani rappresentano i nuovi poveri. L’Inps, nel suo Bilancio Sociale, ha infatti reso noto che sono quasi 7 milioni i pensionati sotto i 1.000 euro al mese e superano i 2 milioni (equivalenti al 13,4%) coloro che non arrivano a 500 euro. Inoltre, le nuove pensioni previdenziali liquidate nel 2013 ammontano a 596.675 con un decremento rispetto all’anno precedente, sia nel numero, sia nel valore medio mensile, sia nell’importo complessivamente erogato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il