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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità molto gravi da nuovi studi internazionali e INPS su sistema Italia

Ultimi dati allarmanti Inps su pensioni italiani e necessità di intervento: dopo nuova Legge di Stabilità e nulla di fatto si spera in nuove discussioni




Impietosi gli ultimi dati Inps sulle pensioni italiane: i numeri attestano che si avvicina per i pensionati italiani la soglia di povertà e che sono quasi 7 milioni i pensionati che percepiscono assegni mensili inferiori ai 1.000 euro, oltre 2 milioni quelli che invece non arrivano nemmeno a 500 euro. E l’allarme non finisce qui: secondo quanto riportato nel Bilancio sociale, le nuove pensioni previdenziali liquidate nel 2013 ammontano a 596.675 con un decremento rispetto all’anno precedente, sia nel numero, sia nel valore medio mensile, sia nell’importo complessivamente erogato e scende del 5,3% il totale dei nuovi assegni e del 12,7% la spesa complessiva annua, mentre l’importo medio lordo mensile delle prestazioni ivs (invalidità, vecchiaia, superstiti) diminuisce del 7,9%.

Ancora, risulta di appena 756 euro l’assegno medio delle pensioni liquidate dall’Inps nel corso del 2013, l’importo medio delle pensioni previdenziali è pari a 1.044 euro mentre per le pensioni assistenziali la cifra mensile è di 423 euro; e auasi un pensionato su due percepisce un reddito mensile inferiore a mille euro e un pensionato su sette non arriva a 500 euro. Il 43,5% dei pensionati (circa 6,8 milioni di persone) percepisce un reddito pensionistico medio inferiore a mille euro al mese per una spesa complessiva annua di 52,4 miliardi di euro.

Si tratta di numeri che devono indurre ancora una volta a riflettere e, insieme alle considerazioni arrivate da studi sul settore nonché dal monito del Fondo Monetario Internazionale che ha definito troppo alta la spesa pensionistica italiana, trovare soluzioni. E per cambiare l’attuale sistema previdenziale italiano bisognerebbe pensare a mettere in pratica le proposte finora arrivate su piani di uscita anticipata dal lavoro per renderlo più flessibile e bonus o comunque aumenti sulle pensioni più basse, misura che spingerebbe anche a rimettere in moto i consumi e, dunque, sostenere una ripresa dell’economia.  

Ma nella nuova Legge di Stabilità nulla di tutto questo è stato previsto, ancora una volta si è preferito destinare le risorse disponibili per interventi su altri comparti, preservando la legge Fornero, e i suoi risparmi promessi da 80 miliardi di euro, ma non tutelando lavoratori e pensionati. Si auspica che le prossime discussioni parlamentari possano, però, portare qualche novità in tal senso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il