BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma pensioni, novitÓ e ultime notizie emendamenti, discussioni e modifiche con interventi in Parlamento

Disattese tutte le aspettative su eventuali modifiche alla riforma pensioni attuale ma si aspettano discussioni parlamentari dei prossimi giorni




Sono state disattese tutte le aspettative su eventuali modifiche alla riforma pensioni attuale con meccanismi di uscita anticipata o eventuali bonus o aumenti per le pensioni minime, nonché su interventi mirati per determinate categorie di lavoratori penalizzati dalle norme pensionistiche oggi in vigore, molto più di altri. Anche se, in realtà, la legge Fornero ha penalizzato, chi più, chi meno, un po’ tutti i lavoratori, rendendo molto più rigido l’accesso alla pensione, elevando l’età pensionabile per tutti a 66 anni. Età che, senza alcuna modifica, continuerà automaticamente a crescere in base alla normativa Fornero che prevede l’adeguamento dell’età di accesso alla pensione all’aspettativa di vita.

Si prospettano, dunque, ancora cambiamenti negativi ed è per questo che, dopo il nulla di fatto mercoledì scorso alla presentazione della nuova Legge di Stabilità 2015 che non ha riportato alcuna novità sulle pensioni, si spera che i prossimi giorni, quelli delle discussioni parlamentari della bozza della Legge, possano arrivare nuovi interventi, anche minimi, come provvedimenti ad hoc per usuranti e precoci o l’approvazione di quel meccanismo di uscita anticipata con sistema contributivo, che però già esiste.

Si tratta dell’opzione contributivo donna in vigore fino a quest’anno, per lavoratici autonome e dipendenti, ma che sta per scadere, in realtà per le autonome si è concluso lo scorso maggio. Bisognerebbe, dunque, solo approvare una proroga di un meccanismo già esistente, magari ampliandolo anche agli uomini. In tal modo, da una parte, si consentirebbe di andare in pensione prima a chiunque lo desiderasse, uomini e donne, dipendenti e autonomi, in maggior numero, ma dall’altra, si potrebbero mettere da parte più risparmi.

Decidendo infatti di andare in pensione prima con sistema contributivo, si accetta di ricevere la pensione finale interamente calcolata, appunto, con metodo contributivo, il che significa una pensione meno cospicua di quella che si percepirebbe con calcolo dell’assegno retributivo. La pensione sarebbe decurtata di circa il 25-30%, taglio che, moltiplicato per tutti coloro che opterebbero per questa modalità di uscita dal lavoro, potrebbe garantire maggiori risparmi, nel lungo periodo, da utilizzare poi sempre in interventi per le pensioni.

Ti Ŕ piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il