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Riforma pensioni precoci e usuranti: novità e ultime notizie emendamenti e proposte per modificare Manovra Finanziaria

Nessuna soluzione per Quota 96 della scuola, esodati e soluzione strutturale per tutti ma ancora speranze in nuovi emendamenti Legge di Stabilità per novità su riforma pensioni




Nessuna soluzione per i 4mila lavoratori della scuola di quota 96, nessuna uscita anticipata, nessun intervento pensioni per i lavoratori precoci e usuranti, per cui il ministro del Lavoro Poletti aveva chiesto la cancellazione delle penalizzazioni, fino al 2017, per chi decidesse di andare in pensione prima dei 62 anni; nessun aumento per le pensioni più basse, né per coloro che hanno perso il lavoro dopo il 2012 e non rientrano, dunque, in quell’esercito di esodati finora salvaguardati.

Silenzio sull’ipotesi di introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni più ricche e, anzi, aumento della tassazione su fondi pensione e previdenza complementare. A ciò si aggiungono numeri che fotografano un mondo delle pensioni in Italia davvero in crisi, con la maggiore parte dei pensionati che percepiscono meno di mille euro di assegno mensile e oltre due milioni costretti a vivere con meno di 500 euro, senza considerare che i pensionati italiani sono risultati anche i più tartassati d’Europa, dal punto di vista fiscale.

La presentazione della Legge di Stabilità, per cui molti si aspettavano interventi all’attuale riforma delle pensioni, non ha in realtà apportato alcun cambiamento all’attuale sistema previdenziale e sembra che la legge Fornero sia destinata ancora una volta, come anche detto dal ministro dell’Economia Padoan, “così com’è”. E la stretta sulla previdenza privata e complementare, con la tassazione sui fondi pensione pronta a salire dall'11,5 al 20%.

Ma probabilmente non tutto è perso: nei prossimi giorni, quando partiranno le discussioni parlamentari sulle misure della nuova Legge, in attesa del parere della Commissione Ue, che in realtà dovrà occuparsi di controllare che i ‘conti tornino’, potrebbero essere presentati nuovi emendamenti o con interventi mirati per categorie di lavoratori come usuranti e precoci o per approvare una proroga del sistema contributivo, già esistente, visto che deve ancora esaurirsi l’opzione contributivo donna per le lavoratrici dipendenti (per le autonome si è esaurita a maggio scorso).

Questo meccanismo prevede la possibilità di uscita anticipata dal lavoro a 57 o a 58 anni, per dipendenti e autonomi, a fronte, però, di accettare il calcolo della propria pensione finale esclusivamente con metodo contributivo e non con sistema retributivo, accettando, di conseguenza, percepire un assegno ridotto. Esistendo già, dovrebbe essere solo prorogato, continuerebbe ad essere a costo zero, visto che prevedere penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima, ed estendendolo anche agli uomini, permetterebbe di avere ulteriori risparmi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il