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Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità scordate sono almeno due importanti promesse del Premier

Pochi interventi ed anche negativi sulle pensioni con nuova Legge di Stabilità. Nessuna promessa di aumento delle pensioni mantenuta da Renzi




E’ di 36 miliardi l’ammontare complessivo della nuova Legge di Stabilità annunciata da Matteo Renzi, che prevede misure a sostegno dell’occupazione e per le famiglie ma anche l'innalzamento delle rendite finanziarie sui fondi pensione, che saliranno dall'11,5% probabilmente al 20%. E dovrebbe passare dal 20 al 26% la tassazione delle rendite delle casse previdenziali. Confermato il bonus di 80 euro in busta paga, il taglio Irap, sgravi fiscali per le imprese che assumono, agevolazioni per le Partite Iva, nuovi fondi per la ricerca e l’assunzione di 150mila precari della scuola, un miliardo e mezzo per nuovi ammortizzatori sociali, e nuovi stanziamenti per la metro Roma e l’Expo di Milano.

Come si nota, nulla di quanto annunciato sulle novità per la riforma pensioni è stato presentato. Nessun meccanismo di uscita anticipata e flessibile né aumenti per le pensioni, e si tratta di interventi, dimenticati, di cui lo stesso Renzi aveva parlato, quando aveva promesso l’estensione del bonus di 80 euro anche per i pensionati o aveva parlato di una riforma del welfare in cui sarebbero rientrate anche le pensioni, cose in realtà non verificatesi.

E, invece, sulle pensioni sono stati approvati interventi che potremmo definire peggiorativi: si tratta infatti di un aumento sulla tassazione, come detto, dei fondi pensioni, cosa che accade solo in Italia visto che negli altri Paesi europei la previdenza complementare viene solo incentivata. E dovrebbe essere questa anche la strada da percorrere nel nostro Paese, visto che, con la naturale evoluzione del sistema pensionistico attuale e le norme della legge Fornero che imporranno requisiti sempre più rigidi per l’accesso alla pensione, diventa importante affidarsi alla previdenza complementare.

A questa negatività, si aggiunge anche la dubbia misura di erogazione del Tfr in busta paga che offre ai lavoratori che lo richiedessero di ricevere il Tfr anticipato mensilmente in busta paga, che sarà, tuttavia sottoposto ad una tassazione ordinaria. Nessuna agevolazione, dunque, il che significa l’illusione oggi di qualche decina di euro in più al mese che verrebbe spesa immediatamente ma su cui comunque si pagherebbero le ‘classiche’ tasse, e meno soldi alla fine della propria vita lavorativa. Bisognerebbe capirne effettivamente la convenienza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il