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Riforma pensioni uomini e donne: due promesse del Premier molte significative non ricordate da nessuno o quasi

Nessun intervento sull’attuale riforma pensioni in nuova Legge di Stabilità: disattese le aspettative e dimenticate le promesse di Renzi di aumento assegni minimi




Aumento delle rendite e tassazione più alta su fondi pensione e previdenza complementare: è questo l’unico intervento sulle pensioni contenuto nella nuova Legge di Stabilità presentata mercoledì scorso dal Premier Renzi, una manovra da 36 miliardi di euro che prevede un taglio tasse del valore di 18 miliardi. Tra misure di agevolazioni a sostegno di imprese e famiglie, mancano quegli interventi di cambiamento auspicati per la riforma pensioni. Ciò che ci si attendeva era l’approvazione di un meccanismo che garantisse la possibilità di uscita anticipata, o interventi mirati per esempio per precoci o usuranti, nonché un aumento delle pensioni più basse, soprattutto alla luce degli ultimi dati Inps che fotografano una situazione economica dei pensionati italiani davvero drammatica.

Ma nulla di tutto ciò è stato fatto, e Renzi ha disatteso le sue stesse promesse. Non dimentichiamo infatti che prima dell’estate aveva annunciato lui stesso eventuali aumenti degli assegni pensionistici dicendo, sostenuto all’epoca dal ministro dell’Economia Padoan, che nel 2015 avrebbe esteso il bonus degli 80 euro anche ai pensionati. Questa misura avrebbe dovuto essere contenuta nella Legge di Stabilità ma nulla di fatto, né per l’aumento degli 80 euro né per altri bonus a favore degli assegni minimi.

E sempre Renzi aveva annunciato una riforma del welfare in cui comprendere anche le pensioni. Una riforma del lavoro è stata proposta, sono state portate avanti in queste settimane discussioni su art.18 e contratti e la Legge di Stabilità ha previsto detrazioni per imprese che assumono e taglio dell’Irap proprio a sostegno del lavoro. Ma, ancora una volta, nulla sulla riforma pensioni Renzi.

Ed ecco che svaniscono tutte le speranze di modifica, anche se c’è chi ancora spera che nei prossimo giorni di discussioni parlamentari possano essere presentati emendamenti in extremis, magari contenenti provvedimenti mirati per particolari lavoratori come usuranti e precoci o quella proroga del sistema contributivo, estesa anche agli uomini, che permetterebbe sia di andare in pensione prima che di poter accumulare, nel lungo periodo, qualche risparmio in più.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il