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Riforma Pensioni, Legge Stabilità negativa senza modifiche strutturali necessari, cambiamenti peggiorativi e tasse più alte

Nessuna soluzione strutturale per tutti e per chiudere la partita esodati definitivamente in Legge di Stabilità ma solo interventi negativi




Una soluzione strutturale per tutti e per risolvere una volta per tutte la questione esodati, o piani di uscita anticipata per permettere a chi lo desiderasse di andare in pensione prima senza necessariamente dover raggiungere i 66 anni, o ancora, aumentare gli assegni pensionistici minimi, come fatto già in Francia, per sostenere la qualità della vita dei pensionati, rendendola più dignitosa, e cercando di ‘correggere’ quei drammatici dati sulla situazione pensionistica italiana resi noti dall’Inps. Erano queste le aspettative di tanti, fra forze politiche e sociali, lavoratori e pensionati, alla vigilia della presentazione della nuova Legge di Stabilità. Interventi sulla riforma pensioni attuale che potessero rendere il sistema meno rigido e più flessibile.

Ma nulla di tutto ciò è stato fatto e mentre alcuni attendono le discussioni parlamentari dei prossimi giorni, in attesa del pronunciamento di Bruxelles sulla Legge stessa, sperando in nuovi emendamenti di modifica alle pensioni, al momento gli unici interventi previsti sono decisamente peggiorativi e forse anche ‘inutili’. O meglio, potrebbe trattarsi di interventi positivi, per esempio la scelta di ricevere il Tfr direttamente in busta paga (misura che dovrebbe prendere il via nel 2015) potrebbe inizialmente essere una decisione buona, considerando che si può scegliere se incrementare di qualche decina di euro il proprio assegno mensile e quindi si avrebbero più risorse da spendere ogni mese, in realtà è ingannevole.

L’erogazione di parte del Tfr in busta paga è sottoposto a tassazione ordinaria, nessuna agevolazione, per cui si paga ‘tanto’ su quanto si riceve anticipatamente con il rischio di ricevere sempre troppo poco al termine, poi, della propria vita lavorativa. Ma è un passaggio poco chiaro ancora a molti, per cui bisognerebbe effettivamente ben riflettere sulla convenienza di tale misura.

Altro intervento peggiorativo: sale la tassazione sui fondi pensione e viene dunque colpita quella previdenza complementare che negli altri Paesi europei viene invece sostenuta. E questo è un gravissimo errore in un’Italia in cui, considerando la legge Fornero vigente, i requisiti di accesso alla pensione diventeranno sempre più rigidi, per l’aumento automatico dell’età pensionabile legato all’incremento dell’aspettativa di vita, uscire dal lavoro sarà sempre più difficile per cui sarebbe bene che gli italiani si costruissero un ‘gruzzoletto’ alternativo, ma il sistema fiscale nuovo potrebbe allontanare i lavoratori da tale scelta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il