BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Legge di Stabilità: riforma pensioni, tasse regionali, anticipo TFR, scuola. Problemi e punti oscuri Manovra Governo Renzi

Vale 36 miliardi la nuova Legge di Stabilità 2015: ma quanto sono effettivamente positive per il rilancio dell’economia le misure previste?




E’ una “rivoluzione, il più grande taglio delle tasse nella storia della Repubblica” come ha annunciato il premier Renzi; è una manovra da 36 miliardi di euro che prevede, appunto, il taglio di 18 miliardi di euro di tasse e, soprattutto, misure di sostegno all’occupazione e detrazioni per le famiglie. Potremmo definirla un ‘miracolo’, potremmo pensare che i bonus, il taglio dell’Irap e dei contributi per le aziende che assumono a tempo indeterminato siano una vera e propria manna dal cielo arrivata per aiutare tutti gli italiani. Eppure, razionalmente, si sa che così non può essere perché ogni ‘buona cosa’ ha il suo costo.

E allora: è vero che la nuova Legge di Stabilità cancella il pagamento dei contributi per tre anni da parte delle imprese che assumono a tempo indeterminato, ma è anche vero che hanno un ‘limite’ di 6.200 euro, ciò significa che il taglio dei contributi potrebbe valere per stipendi mensili di 1.200 euro e per circa 500 euro al mese, sforato quel tetto comunque le aziende sono tenute anche ad un minimo di pagamento dei contributi. Sono previste, è vero, agevolazioni e detrazioni, per imprese e famiglie, ma è anche vero, e il ministro dell’Economia Padoan, tra le righe lo ha confermato, che le Regioni potranno alzare le tasse locali e allora ecco che le eventuali agevolazioni previste dalla Legge di Stabilità, soprattutto per le famiglie, verranno meno, perché controbilanciate da un aumento delle imposte locali.

Nulla da dire sulle novità disattese per la riforma pensioni, per cui non è stato menzionato assolutamente nulla. Anzi, un intervento è stato attuato ma, chiaramente, peggiorativo di una situazione pensionistica in Italia già allarmante.

E’ stata infatti alzata la tassazione sui fondi pensione e la previdenza complementare, che salirà dall'11,5% probabilmente al 20% ed è anche previsto un innalzamento dal 20 al 26% della tassazione delle rendite delle Casse previdenziali, misure che allontanerà certamente coloro che pensavano a forme pensionistiche integrative da questa strada.

Passando al mondo della scuola, sono stati stanziati nuovi fondi destinati all’assunzione di circa 150mila precari della scuola, ma è mancata la più attesa delle misure per la scuola, vale a dire una soluzione per il pensionamento dei Quota 96. Se finora questa soluzione è mancata per via, come spesso ribadito dalla Ragioneria di Stato, di una mancanza di risorse finanziarie, ora che tali risorse, come detto anche dallo stesso premier Renzi, sono state recuperate ci si chiede perché si sia preferito intervenire in altri settori con interventi per il welfare, per esempio, piuttosto che permettere di andare finalmente in pensione a 4mila persone che aspettano il congedo da oltre tre anni.

Molti sperano che nei prossimi giorni, in occasione delle discussioni parlamentari, possa arrivare un nuovo emendamento per i lavoratori della scuola, anche se sembra piuttosto difficile considerando che le risorse disponibili sono già state programmate per essere impiegato in altro.

E poi c’è il capitolo Tfr in busta paga, tanto voluto da Matteo Renzi, misura dalle tante ombre. I lavoratori potranno ricevere il Trattamento di fine rapporto anticipato mensilmente in busta paga qualora lo richiedessero, si tratta quindi di una misura su base volontaria e operazione che dovrebbe partire da metà 2015. Le banche forniranno alle imprese la liquidità di cui eventualmente necessitano, ma solo dietro garanzia dello Stato e assenza di ulteriori aggravi per le imprese, i lavoratori o le banche.

Il problema è il seguente: i lavoratori che richiedono l'anticipo in busta paga del Tfr saranno sottoposti a tassazione ordinaria e ciò significa che non sarà conveniente rispetto all'11% agevolato attuale. Senza considerare che si riceve ora parte del Tfr che potrebbe essere subito dunque utilizzato, ma al termine della propria vita professionale si incasserebbero meno soldi.
 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il