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Pensioni uomini e donne riforma Governo Renzi: nuovo grave allarme INPS e relazioni straniere lanciano su sistema previdenza

Insostenibile il sistema previdenziale italiano: nuovo studio lo conferma. Servono modifiche richieste a riforma pensioni per maggiore flessibilità e sostenibilità economica




Il sistema pensionistico, come già evidenziato da diversi esperti, è diventato insostenibile e a confermarlo un nuovo studio della società di consulenza Mercer che lo hanno annunciato dopo aver confrontato 25 grandi paesi in base a tre criteri che sono adeguatezza delle erogazioni, integrità della normativa e sostenibilità dei flussi. Lo studio spiega che l’adeguatezza misura il livello delle prestazioni, l’architettura dello schema previdenziale, i rendimenti degli investimenti e i risparmi privati.

Passando all’integrità, valuta, in basi a diversi parametri, il rischio pensionistico ma anche il livello di fiducia che i cittadini di ogni paese hanno nel loro sistema, mentre la sostenibilità valuta percentuale di adesione a fondi di previdenza complementare e a fondi pensione, aspetto su cui pesa un giudizio negativo nel per il nostro Paese, acuito dalle ultime novità della nuova Legge di Stabilità che, invece di approvare piani di uscita anticipata, ha alzato la tassazione su fondi pensione e previdenza complementare.

Il che significa aver agito ancora una volta in maniera peggiorativa su un comparto che, invece, negli altri Paesi europei viene sostenuta perché la previdenza complementare rappresenta un investimento sia per il lavoratore che per lo Stato stesso.Roberto Veronico, responsabile della divisione Retirement di Mercer Italia, ha spiegato “Sebbene l’adeguatezza delle pensioni erogate oggi in Italia sia più che soddisfacente, il valore della macro area sostenibilità ci dice che questo in futuro può non essere più vero. Le ragioni sono da ricercarsi: nella minima adesione a piani pensionistici privati (solo il 14% della popolazione in età lavorativa) e nel conseguente livello di attività delle pensioni private, pari solo al 6,6% del Pil; nel contesto demografico di invecchiamento della popolazione attiva, tra i più bassi dei 25 Paesi analizzati”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il