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Pensioni donne, precoci, anzianità, vecchiaia riforma Governo Renzi: Legge Stabilità ed emendamenti preannunciati da PD

Ancora spiragli di intervento per novità riforma pensioni nei prossimi giorni. Cosa potrebbe ancora cambiare e punti in discussione




Ci si aspettava di più ed era chiaro che sarebbero arrivate lamentele sulle mancate modifiche alla riforma pensioni ma, secondo le novità e ultime notizie, sembra che ci sia ancora qualche piccolo spiraglio di intervento. Critico Cesare Damiano nei confronti delle misure sulle pensioni nella nuova Legge di Stabilità. Damiano ha spiegato: “Per quanto riguarda il Trattamento di Fine Rapporto in busta paga non abbiamo alcun pregiudizio sul suo utilizzo volontario: non vorremmo che a questa scelta si accompagnasse però l’aumento della tassazione per i Fondi di previdenza complementare. Si parla di una tassazione che passerebbe dall’attuale 11,5% al 20%. Se così fosse sarebbe la fine della previdenza integrativa, quella stessa che dovrebbe consentire soprattutto alle giovani generazioni di aggiungere alla pensione pubblica una pensione di natura privata. Infine, l’eventuale opzione da parte del lavoratore di inserire in busta paga il TFR sarebbe fortemente disincentivata se ad essa si applicasse la tassazione ordinaria. Aspettiamo di vedere i testi”.

Critica anche la Cgil che ritiene “Sconcertante l'assenza dell'estensione del bonus degli 80 euro ai pensionati”, eppure si continua a sperare che nei giorni di discussioni parlamentari vengano aggiunte altre correzioni e proposte. Quattro in particolare gli interventi auspicati. Si parte dalla possibilità di estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati che percepiscono assegni minimi, oltre che alle mamme per incentivare le nascite, o dell’introduzione di una nuova no tax area; per arrivare ad una tassazione agevolata per chi decide di richiedere l’erogazione del Tfr in busta paga.

Ma non solo: serve sostegno alla previdenza complementare, per cui bisognerebbe ripensare all’aumento della tassazione che dovrebbe colpire i fondi pensioni. Elevandola, infatti, dall’11,5% al 20% certo non si aiutano gli italiani ad avvicinarsi a forme di previdenza integrativa. E poi si potrebbe ritornare anche sulla questione della cancellazione delle penalizzazioni per coloro che decidono di andare in pensione prima dei 62 anni.

Si tratta di una delle ultime proposte avanzate in Parlamento del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che, secondo quanto annunciato, dovrebbe essere una misura sperimentale fino al 2017, e che potrebbe quanto meno interessare lavoratori usuranti e precoci, che sono stati penalizzati tantissimo dall’entrata in vigore delle norme pensionistiche Fornero, e che magari con questa novità potrebbero ‘tornare’ ad andare in pensione prima.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il