BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Cerca







Pensioni Legge Stabilità: riforma, Partito democratico pronto a quattro modifiche con altrettanti emendamenti Manovra Renzi

Ancora speranze di cambiamento riforma pensioni con nuovi emendamenti Pd: cosa potrebbe davvero cambiare nei prossimi giorni e novità




Sono ancora novità negative quelle che arrivano per la riforma pensioni con la nuova Manovra finanziaria che, lasciando irrisolte ancora questioni come pensionamento dei Quota 96 della scuola e richieste di uscita anticipata dal lavoro, ha invece unicamente previsto un aumento delle tasse sui fondi pensioni, che dovrebbe salire dall’11,5% al 20%, “sarebbe la fine della previdenza integrativa, quella stessa che dovrebbe consentire soprattutto alle giovani generazioni di aggiungere alla pensione pubblica una pensione di natura privata. Infine, l’eventuale opzione da parte del lavoratore di inserire in busta paga il Tfr sarebbe fortemente disincentivata se ad essa si applicasse la tassazione ordinaria. Aspettiamo di vedere i testi”.

Ma dopo le novità che hanno suscitato polemiche e lamentele, le ultime notizie riportano che, probabilmente, nei prossimi giorni arriveranno nuovi emendamenti dal Pd su possibili novità pensioni ancora da inserire nella nuova Manovra, dalla revisione della tassazione sulla previdenza complementare, al bonus di 80 euro per le pensioni più basse o una nuova no tax area; ad una tassazione agevolata che chi richiede il Tfr in busta paga, alla discussione su una delle ultime proposte avanzate dal ministro del Lavoro Poletti.

Si tratta della possibilità di cancellare le penalizzazioni per chi decide di lasciare il lavoro prima dei 62 anni. Sarebbe una misura che dovrebbe essere sperimentale fino al 2017, proposta che piacerebbe certamente a lavoratori precoci e usuranti che potrebbero beneficiare di un’uscita anticipata senza penalizzazioni dopo una vita trascorsa in attività decisamente impegnative, sia dal punto vista fisico che mentale. Senza considerare coloro che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi e che, a causa dell’irrigidimento dei requisiti pensionistici imposti dalla legge Fornero, sono costretti ad andare in pensione sempre più tardi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il