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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma, novità Legge di Stabilità 2014-2015 già predisposte per welfare. E sono tante

Le novità in vigore dal 2015 sul fronte welfare ma mancano ancora interventi sulla riforma pensioni e la previdenza in generale. Critico Cesare Damiano




Detrazioni per le famiglie numerose; nuovi fondi per gli ammortizzatori sociali a chi perde il lavoro e per estendere l’Aspi, la nuova assicurazione sociale per l'impiego, che dovrebbe durare più dei 12 mesi oggi previsti ed essere allargata a comprendere anche ad altre categorie di lavoratori. Via libera, inoltre, come annunciato dal premier Renzi, al bonus di 80 euro al mese alle neomamme per i primi tre anni di vita del bambino. Il bonus sarà erogato mensilmente per un importo di quasi mille euro all’anno, sarà erogato a chi guadagna fino a 90mila euro annui mentre chi supera tale tetto potrà riceverlo esclusivamente dal terzo figlio in poi. Tutti potranno beneficiare di questa novità sia cittadini italiani, che cittadini comunitari ed extra comunitari residenti nel nostro Paese o con regolare permesso di soggiorno.

Le ultime notizie dopo la presentazione della nuova Manovra Finanziaria parlano già dei nuovi interventi welfare che partiranno da gennaio 2015, una serie di miglioramenti che dovrebbero contribuire a rendere migliore la vita dei cittadini e dei lavoratori italiani. Certo, non miracoli, ma quanto meno si tratta di piccoli passi che potrebbero contribuire da dare maggiori garanzie. Resta comunque da affrontare ancora il nodo della grande assente riforma pensioni.

Ancora nulla, se non la speranza di qualche emendamento che dovrebbe prevedere aumenti per le pensioni minime, una no tax area per pensionati, o la cancellazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62 anni, o una tassazione agevolata, diverso da quanto attualmente previsto, per chi decide invece di ricevere il Tfr in busta paga. E tramontano le possibilità di uscita anticipata.

Nulla infatti, come confermano le novità emerse, è stato fatto per prestito pensionistico, sistema contributivo, uscita a 62 anni e con 35 anni di contributi, e sulle novità previste è intervenuto l'ex ministro Cesare Damiano che dopo aver definito positive le misure a sostegno del lavoro e “positivo l’incentivo per le nuove assunzioni”, chiedendo tuttavia al governo di “spalmare l’incentivo su un numero superiore di anni e di vincolarlo al proseguimento dell’attività e al mantenimento dell’occupazione”, sul fronte pensioni, non presenti nella manovra, ha giudicato “negativo il fatto che, nonostante le promesse del governo, non ci sia alcun cenno al tema. Vogliamo ricordare al governo che rimane insoluto il problema dell’uscita flessibile dal lavoro e quello di molti lavoratori cosiddetti esodati”. E si tratta di casi, diventati urgenze sociali, che meritano di essere risolte e per farlo serve quella ‘famosa’ soluzione strutturale annunciata dal ministro Poletti ma poi scomparsa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il