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Novità welfare, nessuna novità su riforma pensioni ma aumenta tassazione su fondi pensione. L’idea non piace e spaventa gli italiani




Migliora il welfare, il lavoro, arrivano nuove detrazioni per imprese e famiglie, nuovi fondi necessari per la ricerca, l’assunzione dei precari della scuola, per confermare il bonus di 80 euro in busta paga ai dipendenti e per erogare 80 euro al mese anche alle neo mamme per i primi tre anni di vita del proprio figlio.

Come si nota, sono diverse le novità riportate nella nuova Manovra Finanziaria volte a sostenere e cercare di migliorare le condizioni di vita degli italiani, ma sul fronte previdenziale le ultime notizie non portano nulla di buono, ma solo interventi peggiorativi. La domanda nasce dunque spontanea: perché si deciso ancora una volta di non intervenire sulla riforma pensioni Fornero che deve essere corretta in alcune parti e resa meno rigida?

Sarebbe proprio il caso di rispondere ai posteri l’ardua sentenza, ma cercheremo di darla noi: troppo difficile intervenire su una legge capace di garantire circa 80 miliardi di euro. Ed è per questo che il ministro dell’Economia Padoan tempo fa aveva già annunciato che la legge Fornero non sarebbe stata toccata e sarebbe invece rimasta così com’è, motivo per il quale, quanto in Germania è stata approvata, poco prima dell’estate, la nuova riforma pensionistica che abbassa l’età pensionabile, lo stesso Padoan aveva detto che in Italia non si sarebbe potuto seguire tale modello, i tempi non erano maturi.

E così è stato: nessun abbassamento dell’età pensionabile, nessun sistema di uscita anticipata, niente prestito pensionino, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, nessun sistema contributivo per tutti. Eppure la nuova Manovra alza la tassazione su fondi pensione e previdenza integrativa. La novità riguarda l’ipotesi di tassare al 20% i fondi pensione (oggi la tassazione è all’11,5%), cosa che crea non pochi timori negli italiani che decidono, su base volontaria, di destinare parte dei loro risparmi alla previdenza complementare. La nuova tassa al 20% potrebbe solo allontanare i lavoratori dall’idea di destinare i propri soldi alle forme di previdenza integrativa.

E il sottosegretario all'Economia Baretta ha effettivamente detto: “L'aumento ha un senso se stiamo parlando di rendite finanziarie, ma secondo me questi fondi vanno messi nel campo della previdenza. L'incremento della tassa sul Tfr è diverso, perché è su base volontaria ed è una opportunità per chi ha urgenza, ma francamente io gli direi di lasciare i soldi nel Tfr”. Prevista un’altra novità per le pensioni che riguarda, però, i tempi di pagamento mensili degli assegni pensionistici, assegni che dovranno essere erogati il 10 di ogni mese.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il