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Pensioni donne, precoci, uomini Governo Renzi: riforma, novità Legge Stabilità INPS-INPDAP norme e obblighi nuovi negativi

Aumenta dall’11,5% al 20% la tassazione sui fondi pensione: conseguenze possibili e critiche. Nulla invece sui cambiamenti richiesti sulle pensioni




Non è stata abbassata l’età pensionabile, non è stato approvato nessun piano di uscita anticipata, nulla su uscita a 62 anni e 5 anni di contributi, nulla sul sistema contributivo per tutti, uomini e donne, e, come confermato dalle ultime notizie, non è previsto nemmeno alcun aumento per coloro che percepiscono assegni pensionistici minimi. Nessuna novità di quelle sperate sulle pensioni è stata riportata nella nuova Manovra Finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, e nonostante si spera ancora che qualcosa possa ancora cambiare nelle discussioni parlamentari dei prossimi giorni, crescono i timori perché tutto resti così. O anche peggio.

E il peggio deriva dal fatto che non solo non è stato fatto nulla di quanto richiesto per modificare la riforma pensioni, ma l’unico intervento attuato sulle pensioni è anche peggiorativo, perché prevede un aumento della tassazione dall’11,5% al 20 sui fondi pensione, cosa che certamente non va giù ai lavoratori che decidono di aderire ai piani di previdenza complementare. E che spaventa, e non poco.

Secondo Andrea Camporese, presidente della cassa di previdenza dei giornalisti (Inpgi) e dell’Adepp, l’Associazione degli Enti Previdenziali Privatizzati che riunisce 20 Casse di altrettanti ordini professionali, “Se fosse confermato l’aumento del prelievo fiscale per le Casse di previdenza (dal 20% al 26%) e per il secondo pilastro (dall’11,5% al 20%) nella legge di Stabilità, si tratterebbe di una gravissima decisione dalle conseguenze pesanti per l’intero sistema della previdenza privata. Insanabile ingiustizia nei confronti di chi produce il 15% del Pil. La scelta del governo potrebbe rimettere in discussione la manifestata intenzione degli enti dei professionisti di impegnare i risparmi in un fondo investimenti nell’economia reale del Paese”.

E avverte: “Condannare due milioni di professionisti, le loro famiglie e centinaia di migliaia di dipendenti degli studi professionali a un futuro di prestazioni ridotte, mentre i versamenti previdenziali all’Inps risultano non tassati, semplicemente per avere un maggior gettito nell’immediato, significa andare in totale controtendenza rispetto alla linea seguita dagli altri Paesi della Ue, alle indicazioni Ocse e alle risoluzioni della Commissione europea”.


 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il