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Legge Stabilità Governo Renzi: riforma pensioni, partita iva minimi, quota 96, nuove tasse. Novità oggi venerdì 24 Ottobre

Le novità della Legge di Stabilità 2015 e nuove tasse e aumenti previsti: quali sono e per chi e quando potrebbe scattare




La nuova legge di Stabilità, varata la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, è oggetto di un attento esame da parte del presidente della Repubblica Napolitano, che dovrà firmarla prima dell’invio alle Camere. Il ritardo è stato determinato dai lavori di limatura su diversi articoli ed ecco che nell’ultima versione è arrivato un aumento retroattivo delle aliquote Irap e un aumento della tassazione sui fondi pensione, indispensabili per riuscire a garantire quegli 800mila posti di lavoro nuovi annunciati dal ministro dell’Economia Padoan.

E’ stato confermato il bonus di 80 euro ai dipendenti, è stato esteso alle neomamme dal 2015 per tre anni, sono stati confermati anche gli eco bonus per i lavori di ristrutturazioni edilizie e bonus mobili, stanziati nuovi fondi per ammortizzatori sociali, per la stabilizzazione di precari della scuola, per la ricerca, sono stati attuati cambiamenti per partite Iva e regime dei minimi, ma nessuna risorsa disponibile è stata stanziata per permettere finalmente ai 4mila lavoratori di Quota 96 di andare finalmente in pensione e le ultime speranze sono riposte nei nuovi emendamenti che potrebbero essere presentati in questi giorni, magari insieme a quelli sulle pensioni, perché vengano modificate come richieste.

A tal proposito le novità riportano che il Pd abbia già presentato nuove proposte, dalla cancellazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62 anni, ad una tassazione agevolata sul Tfr in busta, ad un aumento minimo delle pensioni o di introduzione di una no tax area per i pensionati.

E, mentre resta ancora la questione su un possibile aumento dell’Iva, con la nuova Legge di Stabilità arrivano novità anche per il ravvedimento operoso. La nuova Legge stabilisce, infatti, che il contribuente possa farvi ricorso anche se è già in corso una verifica fiscale, cambiano anche le sanzioni, e vengono introdotti un ravvedimento intermedio e due molto lunghi (fino e oltre 2 anni).

Al ravvedimento sprint, breve e lungo, ormai ben noti a tutti, si aggiungono infatti altri possibilità di ricorso al ravvedimento operoso: entro 90 giorni, con sanzioni al 3,3% (1/9 del minimo, pari al 30%); entro 2 anni, con sanzioni al 4,2%; e oltre 2anni, con sanzioni al 5%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il