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Pensioni uomini, anzianità, donne, vecchia riforma Governo Renzi: novità realizzabili ancora. Quali e quando occasioni previste.

Diverse le modifiche alla riforma pensioni di nuovo in discussione e possibili nuovi emendamenti nei prossimi giorni: cosa prevedono?




“Ho la sensazione che questa sia una manovra di stabilità che apparentemente è costruita intorno all’idea di mantenere una riduzione fiscale per i lavoratori con gli 80 euro. Ma se guardiamo in gran parte viene ripagata da maggiori introiti fiscali, penso alla manovra sul Tfr, che vuol dire che i lavoratori ci rimettono un salario che è già loro. Direi che siamo di fronte all’idea di elargizione di risorse a pioggia che abbiamo già conosciuto nella storia recente del nostro Paese e che non determinano né risultati di innovazione né di occupazione”: così la leader della Cgil Susanna Camusso sulle misure della nuova Legge di Stabilità Renzi.

Camusso che torna anche sulla novità della decisione di far slittare il pagamento delle pensioni dal primo al 10 di ogni mese, che scatterebbe da gennaio 2015, e contesta la misura sostenendo che il governo dimentica che la pensione serve spesso per pagare impegni  fissi, come l’affitto o il mutuo o eventuali prestiti. Ed ecco che l’Inps arriva a precisare che non si tratterà di uno slittamento per tutti, ma solo per coloro che percepiscono assegni Inps e Inpdap. Ma non è l’unico intervento sulle pensioni che si attende: l’auspicio è che si torni a discutere, con nuovi emendamenti alla Legge di Stabilità, di uscita anticipata e flessibile.

Ma, tra prestito pensionistico, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi, uscita con Quota 10, sistema contributivo per tutti, l’unica ipotesi di cui si potrebbe tornare a discutere è proprio l’estensione dell’opzione contributivo donna, sistema già esistente ed eventualmente da prorogare, che dovrebbe essere allargato anche agli uomini. E questo significherebbe permettere di andare in pensione prima a chi lo desiderasse a fronte di un assegno pensionistico calcolato interamente con calcolo contributivo, da una parte, e ulteriori risparmi, sul lungo periodo, dall’altra.

Ma ci sarebbero anche le novità proposte dal Pd, dal bonus di 80 euro anche per i pensionati; ad una nuova tax area per loro; all’eliminazione delle penalizzazioni per chi vuole lasciare il lavoro prima dei 62 anni, ad una tassazione agevolata per chi chiede il Tfr in busta paga. Ma eventuali novità per i privati potrebbero derivare anche dalla riforma della P.A.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il