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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: tutto fermo paradossalmente, pur se interventi necessari per tanti e diversi motivi

C’è l’intenzione di intervenire sulla riforma pensioni Fornero ma nulla ancora si muove. Commissario Inps Treu torna a ribadire necessità di maggiore flessibilità




Ormai la situazione sembra essere piuttosto chiara: l’intenzione di intervenire con modifiche sull’attuale riforma pensioni c’è e tutti i partiti politici sono d'accordo nell’attuare cambiamenti, possibilmente orientati verso una maggiore flessibilità garantendo ai lavoratori la possibilità di uscita anticipata dal lavoro; esponenti autorevoli della politica come il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e il sottosegretari all’Economia Baretta si sono sempre detti disponibili a tali interventi, avanzando anche proposte come uscita a 62 anni e penalizzazioni, prestito pensionistico, cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni e fino al 2017. Ma nulla di tutto ciò è stato.

Nulla di tutto questo è compreso nella nuova Manovra Finanziaria varata in CdM la scorsa settimana e che ha ricevuto il via libera dalla Ragioneria di Stato, eppure si tratta di interventi necessari, auspicati anche dal Fondo Monetario Internazionale, secondo cui il governo Renzi dovrebbe agire su pensioni e sanità, nonché da studi internazionali che ribadiscono come siano necessari cambiamenti per un sistema previdenziale diventato insostenibile.

Ed è per questo che in vista delle ultime discussioni parlamentari della Manovra il Pd ha già preparato nuovi emendamenti che indicano possibili ulteriori novità da realizzare, dall’aumento delle pensioni più basse o altri bonus, importanti per rilanciare anche consumi ed economia; ad una no tax area per pensionati che percepiscono assegni minimi; ad un regime fiscale agevolato per chi chiede il Tfr in busta, fino all’approvazione della proposta di Poletti di eliminare le penalizzazioni per chi lascia il lavoro prima dei 62 anni.

A favore di una maggiore flessibilità in uscita anche il nuovo commissario Inps, Tiziano Treu, che ha ribadito la necessità di introdurre “qualche elemento di flessibilità sull'età pensionabile. In Parlamento ci sono diverse proposte. Il Governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell'ex ministro Enrico Giovannini dell'anticipo di una pensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il