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Pensioni anzianità, donne, precoci riforma Governo Renzi: novità su prestito, quota 100, contributivo e 62 anni e 35 contributi

Prestito pensionistico, uscita a 62 anni e35 di contributo e sistema contributivo: chieste di nuovo modifiche pensioni per uscita anticipata in nuova Manovra




Dopo il via libera dalla Ragioneria di Stato e nell’attesa della lettera Ue sulla nuova Manovra Finanziaria del governo Renzi, fervono i ‘preparativi’ di nuovi emendamenti da presentare in Parlamento per ulteriori interventi nella Manovra, interventi che secondo le ultime notizie sarebbero indirizzati soprattutto a voler ancora una volta intervenire sulla riforma pensioni attuale, per niente toccata da Renzi e ministri. Eppure è chiara l’urgenza, ormai conclamata da tutti, di cambiare qualcosa nel sistema pensionistico.

E si torna a pensare ai meccanismi di uscita anticipata e flessibile per intervenire sulla riforma pensioni Fornero, piani che prevedono penalizzazioni e disincentivi per chi decide di uscire prima ricorrendo, per esempio, all’uscita anticipata a 62 anni e 35 di contributi, all’uscita con Quota 100, al prestito pensionistico, già proposto dall’ex ministro Giovannini e ribadito del ministro del Lavoro Poletti, che prevede un anticipo sulla pensione finale da restituire poi una volta maturata la pensione con i normali requisiti richiesti; o al sistema contributivo.

In quest’ultimo caso, la proposta è quella di estendere la cosiddetta opzione contributivo valida finora solo per le donne anche gli uomini, prorogandola nel tempo, in modo da concedere a chi la richiedesse la possibilità di andare in pensione prima dei 66 anni oggi necessari per lasciare il lavoro e da consentire anche risparmi allo Stato. Chi, infatti, decide di uscire prima con sistema contributivo accetta di ricevere un assegno pensionistico ridotto perché interamente calcolato con metodo contributivo e non retributivo, quindi meno vantaggioso.

Secondo le stime, i tagli agli assegni dovrebbero essere di circa il 30% sulle pensioni e questi tagli andrebbero ad accumularsi come risparmi per lo Stato che potrebbero essere poi reimpiegati sempre nel mondo della previdenza. Anche secondo il nuovo commissario Inps Treu resta ancora necessario introdurre “qualche elemento di flessibilità sull'età pensionabile. In Parlamento ci sono diverse proposte. Il Governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell'ex ministro Enrico Giovannini dell'anticipo di una pensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il