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Pensioni donne, precoci, uomini riforma Governo Renzi: novità proposte 62 anni e 35 contributi, contributivo, prestito, quota 100

Novità pensioni in nuova Legge di Stabilità ma mancano interventi di uscita anticipata: nuovi emendamenti e possibilità ancora in ballo




Slitta dal primo giorno del mese al decimo il pagamento delle pensioni, norma, contestata da sindacati e associazioni dei pensionati, che dovrebbe scattare dal primo gennaio 2015 con l'obiettivo di “razionalizzare ed uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'Inps”. La norma riguarderà infatti, elusivamente coloro che ricevono il doppio assegno Inps-Inpdadp, circa 800 mila pensionati. La novità prevede, in particolare, che ‘i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate dagli invalidi civili, nonchè le rendite vitalizie dell'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro sono poste in pagamento il giorno 10 di ciascun mese. Il pagamento slitta al giorno successivo se il 10 del mese è festivo o non bancabile’.

Per gli altri 15milioni di pensionati italiani non cambierà nulla e l’erogazione della loro pensione continuerà ad avvenire regolarmente il primo giorno di ogni mese. Chiusa questa questione, le novità si concentrano ora su altri aspetti della riforma pensioni che sarebbero da modificare, per esempio su flessibilità, uscita anticipata e aumento delle pensioni minime. Mentre il Pd presenta emendamenti che vogliono, appunto, l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati, nonché la cancellazione delle penalizzazioni per chi esce prima dei 62 anni, nonché una revisione della tassazione prevista sull’erogazione del Tfr in busta paga, che passi cioè dall’ordinaria ad un regime agevolato, le necessità si concentrano di nuovo sulla possibilità di fare andare in pensione prima i lavoratori che non riescono a rimanere fino ai 66 anni richiesti dalla riforma Fornero.

E, dopo il nulla di fatto con l’approvazione della Legge di Stabilità varata la scorsa settimana in Cdm, si torna a parlare di possibilità di uscita anticipata con prestito pensionistico, Quota 100, sistema contributivo per tutti, uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e una serie di penalizzazioni, tutti sistemai che sarebbero a costo zero.

Il commissario Inps Treu, in merito, ha anche chiarito che “In Parlamento ci sono diverse proposte. Il governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell'ex ministro Enrico Giovannini dell'anticipo di una pensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il