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Pensioni uomini e donne riforma Governo Renzi: novità della settimana tra proposte, emendamenti e nuovi interventi

Il premier Renzi non mantiene le sue promesse sulle modifiche alle pensioni da attuare e la Legge di Stabilità porta solo interventi negativi: situazione e previsioni




Due le promesse che annunciata Matteo Renzi qualche mese fa, diventato nuovo premier: estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati e interventi sulla pensioni nella riforma del welfare. Ma le ultime notizie smentiscono tali promesse e ci raccontano di tutt’altri interventi. La riforma pensioni Fornero non è stata, di nuovo, toccata, nessuna uscita anticipata e flessibile, nessun abbassamento dell’età pensionabile, nessuna cancellazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima dei 62 anni, novità di cui avrebbero potuto beneficiare soprattutto lavoratori usuranti e precoci, fortemente penalizzati dalle attuali norme pensionistiche.

In compenso, con la nuova Legge di Stabilità sale la tassazione sui fondi pensioni, che passa dall’11,5 al 20%, e slitta il pagamento delle pensioni dal primo al 10 di ogni mese. Questa norma ha immediatamente scatenato polemiche e reazioni di protesta da parte di tutti, fino a quando non è arrivata la precisazione dall’Inps stesso che questa misura interesserà solo gli 800mila pensionati che ricevono il doppio assegno Inps-Inpdap, per cui gli altri 15 milioni di pensionati continueranno a riscuotere le loro pensioni sempre il primo del mese.

Tra le altre novità pensioni, la riduzione di 150milioni di euro per i patronati e il nuovo obbligo da parte del medico di comunicazione del decesso del pensionato all'Inps attraverso il sistema telematico già in uso per la comunicazione di malattia. La comunicazione telematica deve essere effettuata entro 48 ore. Sono, dunque, diversi gli interventi previsti ma nessuno fra quelli richiesti e si continua a sperare che qualcosa cambi con le prossime discussioni parlamentari, considerando che sono già diverse le nuove richieste di modifica che arrivano dai partiti politici e non solo.

Mentre il ministro del Lavoro Poletti continua a tacere sulle pensioni concentrandosi esclusivamente solo sul Jobs Act, questa volta è il nuovo commissario Inps Treu a tornare a chiedere al governo di agire sul sistema pensionistico rendendolo più flessibile e, tra le proposte piovute in questi mesi, per garantire la possibilità di uscire prima ai lavoratori che lo richiedessero, quella più accreditata che potrebbe ancora essere approvata è l’estensione del sistema contributivo a tutti, donne e uomini, che non hanno mai beneficiato di tale meccanismo.

Si tratta, infatti, di un piano già esistente, l’opzione contributivo valida però solo per le donne fino a quest’anno, e che siccome già esistente e solo da prorogare, potrebbe essere una modifica ideale da approvare. Ideale ed anche conveniente considerando che non solo permette il prepensionamento a chi accetta di ricevere un assegno ridotto calcolato esclusivamente con metodo contributivo e non retributivo, ma consente anche di mettere da parte risparmi, derivanti proprio dai tagli delle pensioni, che lo Stato potrebbe poi riutilizzare. Tante le eventuali prospettive, dunque, ma bisogna ancora attendere per capire se questa volta sarà quella buona per cambiare finalmente le pensioni così come richiesto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il