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Pensioni anzianità, donne, uomini riforma Governo Renzi: novità interventi Poletti, Fornero, Damiano Ferrero, Padoan, Treu,

Cambiare la riforma pensioni rendendola più flessibile sembra diventata una necessità per molti, ma ministro Padoan vuol lasciare tutto così com’è




Tace il ministro del Lavoro Poletti sulle pensioni, si concentra sul Jobs Act, nonostante sue le proposte principali di intervento sull’attuale riforma pensioni, dal prestito pensionistico, alla soluzione strutturale per tutti, all’eliminazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni. Ma le novità della Legge di Stabilità confermano che nessuna di queste proposte vi è stata inserita, non rispondendo, così, in maniera positiva alle tante richieste che volevano un sistema previdenziale più flessibile. E così anche il nuovo commissario Inps Treu è tornato a ribadire al governo la necessità di “qualche elemento di flessibilità sull'età pensionabile”.

Del resto, ha spiegato Treu: “In Parlamento ci sono diverse proposte. Il governo le ha scartate perché costose. È stata invece istruita quella dell'ex ministro Enrico Giovannini dell'anticipo di una pensione che potrebbe essere richiesta dai lavoratori cui manchino tre anni al raggiungimento dei requisiti di pensionamento e che poi verrebbe restituita in piccolissime rate sull'importo della pensione normale. Lo stesso Poletti è favorevole e anche se questa proposta non è entrata nella legge di stabilità credo che debba essere recuperata nei prossimi mesi. Non costa molto e sarebbe utile, anche sul fronte dei potenziali esodati”.

Anche Bellissima, segretario generale Uil Pensionati, incita il governo a fare “cose serie, invece di discriminare continuamente i pensionati. Gli aveva promesso gli 80 euro e non vi è più traccia. Gli sta creando una vita ad ostacoli”, mentre Cesare Damiano torna a ribadire la possibilità di approvazione del suo piano di uscita anticipata, a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, un piano del resto a costo zero per lo Stato, per cui non ci si dovrebbe preoccupare di utilizzare ulteriori risorse. Ma secondo il ministro dell’Economia Padoan tutto deve rimanere così com’è, facendo chiaramente intendere che non vi è apertura nei confronti delle modifiche che prevedono un abbassamento dell’età pensionabile.

Ma la sua posizione è ormai ben nota da tempo, sin da quando, dopo l’approvazione della nuova riforma pensioni in Germania che ha abbassato l’età pensionabile, aveva chiaramente detto che in Italia non si sarebbe potuto quel modello, perché i tempi non erano maturi. E sull’aumento del prelievo fiscale (dall’11,5% al 20%) sui fondi pensioni ha precisato: “L’adeguamento è inferiore a quello per altri investimenti finanziari. Stiamo solo allineando il trattamento ai valori medi europei. Non stiamo svantaggiando i fondi pensione”.

Ma per Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, “Renzi non dovrebbe colpire i pensionati. Invece di penalizzare ulteriormente i pensionati, segua l’esempio francese, aumenti il deficit e la smetta di tartassare il popolo italiano con sacrifici tanto pesanti quanto inutili. Gli anziani hanno ricostruito questo paese dopo la guerra: meritano rispetto e non provvedimenti insultanti che si sommano ai tagli della sanità e dei servizi”. Dalla parte dei pensionati anche quel ministro Fornero, fautrice della tanto discussa riforma che si vuol modificare e che ha creato parecchi errori, ma che ora, in riferimento alla condizione dei pensionati, dice: “Considerato che si tratta di persone escluse dal mondo del lavoro che non hanno la possibilità di rifarsi in altro modo, penso che la categoria non andrebbe ulteriormente toccata”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il