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Indulto e Amnistia: novità settimana tra interventi, dichiarazioni e nuove proposte

Posizioni presidente Napolitano, permier Renzi e ministro Orlando su misure di indulto e amnistia. La situazione e il commento di Papa Francesco




Il presidente della Repubblica Napolitano continua ad incitare l’approvazione delle misure di indulto e amnistia, il premier Renzi continua ad esserne fortemente contrario mentre tace, in un silenzio di confusione, il ministro della Giustizia Orlando. Chiara la posizione del premier: “I criminali colpevoli devono pagare fino alla fine. Chi commette un reato e viene condannato deve restare dentro. Se guardo le statistiche vedo che la situazione è un pò meglio del passato, ma chi subisce le conseguenze non si preoccupa delle statistiche. Noi dobbiamo far sì che quelli che becchiamo quando vengono condannati poi restano dentro. Quando un cittadino vede ripassare per la stessa strada anche uno scippatore l'impressione è che poi non ci sia più certezza del diritto. La giustizia deve garantire che chi è colpevole paga fino alla fine”.

Ma, considerando il fallimento delle misure del decreto carceri, che non poi così tanto contribuito a risolvere l’emergenza carceraria nel nostro Paese, indulto e amnistia potrebbero rappresentare, per alcuni, la via più semplice per risolvere il sovraffollamento delle strutture penitenziarie italiane. Il vero problema, come spiegato da Claudio Figini, presidente Cnca Lombardia, è che “Troppe persone entrano in prigione per la presenza di leggi carcerogene. In particolare, la Bossi-Fini, che condanna al carcere gli immigrati che non rispondono al decreto di espulsione; la Fini-Giovanardi, che unisce tutte le sostanze in un’unica tabella e mette chi le detiene nella condizione di dover dimostrare che si tratta di uso personale; la ex Cirielli, che, negando le attenuanti generiche per i recidivi, in particolare per reati di piccolo conto, contribuisce in maniera drammatica a riempire le prigioni senza dare alcuna possibilità di inserimento sociale a chi ne ha più bisogno”.

Si tratta di migliaia di detenuti che, per esempio come i tossicodipendenti, potrebbero scontare pene alternative alla detenzione, come l’affidamento terapeutico o la detenzione domiciliare, in modo da non andare ad affollare le carceri per piccoli reati che possono comunque scontare pene in altre modo. E sembra essere questa la strada che verrà battuta da Orlando. Il ministro qualche giorno fa ha chiarito che non servirebbero le misure di clemenza per risolvere il sovraffollamento delle carceri.

Maglio pertanto le pene alternative al carcere, almeno per i reati minori. E ha precisato: “L’Italia ha deciso di aumentare il ricorso al carcere per droga e immigrazione. Meglio puntare sulla pena in comunità, sui lavori di pubblica utilità. Con Regioni e Comuni rimoduleremo il piano carceri, anche per cogliere l’occasione urbanistica legata a immobili di grande valore”.

Sulle drammatiche condizioni in cui si vive nelle carceri è intervenuto anche Papa Francesco che, dopo la conferma degli ultimi dati che restano allarmanti in Italia, ha detto “Le deplorevoli condizioni detentive che si verificano in diverse parti del pianeta, costituiscono spesso un autentico tratto inumano e degradante, molte volte prodotto delle deficienze del sistema penale, altre volte della carenza di infrastrutture e di pianificazione, mentre in non pochi casi non sono altro che il risultato dell’esercizio arbitrario e spietato del potere sulle persone private della libertà”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il